fotografia
Francesca Volpi “Libano: in caduta libera”
Mostra fotografia facente parte della sezione “fotografia bresciana”
Giuseppe Palmas “papà-razzo”
Mostra fotografica GIUSEPPE PALMAS papà-razzo 1950/1960 un racconto del miracolo italiano
«Progetto Ritratti»
Il «Progetto Ritratti» è un’indagine sull’identità personale e collettiva, un viaggio nell’esperienza complessa del giudizio e del pregiudizio, nel gioco delle parti, nel confronto con gli altri e con se stessi attraverso l’incontro con gli sguardi delle persone ritratte: una mostra fotografica arricchita da diversi contributi multimediali, un percorso immersivo con un finale inaspettato che invita il visitatore a riflettere svoltando, inaspettatamente, il senso più profondo del progetto.
Maurizio Galimberti “Istanti di storia”
La mostra presenta il ciclo completo che si ispira alla storia del Novecento e ai suoi protagonisti: sessanta opere di grande formato costituite da assemblaggi di istantanee fotografiche che ripropongono alcune delle immagini più iconiche degli ultimi decenni, attraverso cui l’artista rilegge la memoria collettiva.
Caterina Rozzini “Marquè”
Ma.Co.f — Centro della Fotografia Italiana è un luogo di conoscenza, riflessione, ricerca sulla fotografia italiana, sulla sua storia e i suoi protagonisti, sulla sua identità. Uno spazio aperto alla discussione sul linguaggio visivo, sulle tendenze che caratterizzano oggi la fotografia italiana e sulle sue prospettive future.
Nicola Sansone “L’Archivio ritrovato”
Nicola Sansone fa parte di quella “schiera romana” di reporter che a partire dagli anni ’50 ha segnato una stagione di grande fermento culturale nell’ambito del fotogiornalismo italiano. Insieme ad altri protagonisti quali Caio Mario Garrubba, Antonio Sansone, Calogero Cascio e Franco Pinna, fondò l’agenzia Realphoto che per molto tempo produsse servizi di notevole valenza per la stampa nazionale ed internazionale. Fotografo colto e socialmente impegnato, Nicola Sansone muore nel 1984 all’età di 63 anni, dopo aver compiuto viaggi in tutto il mondo. Il suo archivio torna alla luce nel 2020, quando Renato Corsini viene a contatto con la figlia di Sansone, Lea, che l’ha custodito per decenni come “il mio tesoro nascosto”, lo organizza e interpreta arrivando a proporre attraverso la realizzazione della mostra e la pubblicazione del relativo catalogo il valore artistico e storico di Nicola Sansone nella sua completezza. Ne sono testimonianze le fotografie scattate, dagli anni ’50 fino alla fine degli anni ’60, in America, in Africa, in Giappone, in Turchia, in Thailandia, in Germania e naturalmente in Italia.
*Prorogata fino al 27 agosto 2023
Sit-Down Babies
In questo progetto sono stati coinvolti bambini e bambine Under 12 con la Sindrome di Down di Brescia e provincia, da lì il titolo della serie fotografica.
Il contrasto tra normalità e diversità stride, provocando spesso atteggiamenti negativi di discriminazione, compassione o violenza. In questo progetto la diversità è però intesa come la singolarità di ognuno, che viene sempre prima di ogni categorizzazione: “disabile”, “immigrato”, “omosessuale” e via dicendo. In questa serie fotografica non vediamo delle “categorie umane”, ma persone con dei nomi e dei tratti distintivi. Nel momento in cui si tiene come unico e solo riferimento di intellegibilità il metro normativo dell’abilismo non si potranno mai accettare altri modelli difformi a quello vigente. La società spinge a definire la diversità come ciò che rimane escluso perché le sue note caratterizzanti sono in contrasto da quelle definite normali.
“Sit-Down Babies” vuole far vedere come questi bambini e bambine sono diversi tra loro, pur appartenendo e condividendo la stessa Sindrome. Bisogna tener presente che la diagnosi serve nel momento in cui può aiutare le famiglie e i diretti interessati a comprendere meglio sé stessi e i motivi di determinate difficoltà che spesso non consentono di fare una vita serena e autonoma.
La diagnosi serve dunque a non far vivere alla persona una condizione esistenziale fondata sul confronto con un ideale di salute fisica o intellettiva che non gli appartiene, in contrasto con la propria. Dovrebbe servire a vivere in modo consapevole.
Ogni qualvolta si parla di diversità viene subito da pensare all’inclusione, come se si dovesse inserire un corpo estraneo in un tessuto collettivo dato a priori. In questo modo però si riconosce inconsciamente l’esistenza di un “fuori” in opposizione con un “dentro”, un “noi” in opposizione rispetto a un “voi”. Ma se persone con determinate caratteristiche vengono riconosciute come appartenenti ad una altra categoria umana, appunto diversa e in contrasto, come possiamo davvero parlare di comunità?
“Sit-Down Babies” parla di bambini e bambine che hanno caratteristiche uniche ed ineguagliabili, punti di forza e aspettative di crescita personali.
Gianni Berengo Gardin: Cose mai viste
Ma.Co.f — Centro della Fotografia Italiana è un luogo di conoscenza, riflessione, ricerca sulla fotografia italiana, sulla sua storia e i suoi protagonisti, sulla sua identità. Uno spazio aperto alla discussione sul linguaggio visivo, sulle tendenze che caratterizzano oggi la fotografia italiana e sulle sue prospettive future.