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SUMMARY:Epos. Fenomenologia di un viaggio
DESCRIPTION:A cura di Sophie Labigalini e Elisa RomanoViaggiare\, per definizione\, significa andare da un luogo a un altro luogo\, generalmente distante\, per piacere o per necessità. Il viaggio è un tema cardine nella pratica artistica di Rosangela Longo (1987)\, che\, partendo da uno studio pittorico sugli acquerelli\, sperimenta differenti tecniche\, quali l’utilizzo degli smalti ad acqua e l’acrilico sulla juta. Un percorso che si protrae non solo nell’opera pittorica ma anche nella vita stessa dell’artista\, dominata dal desiderio di scoperta\, Longo ricerca la sua identità muovendosi tra luoghi dalle storie antiche ed esplorando la loro specificità. La mostra Epos. Fenomenologia di un viaggio è un racconto artistico e personale che compie un itinerario poetico e pittorico intrecciando miti\,leggende classiche\, terre mediterranee ed evocazioni personali. Il titolo racchiude il senso profondo di questo percorso: Epos\, dal greco ἔπος\, richiama il canto epico\, una parola che tramanda memoria e gesta\, qui reinterpretata come narrazione visiva che unisce mitologia e vissuto individuale; Fenomenologia richiama il gesto di osservare e descrivere l’esperienza\, dando voce a ciò che si manifesta nei luoghi\, nelle forme e nei colori. Le opere divengono epopea intima e\, al contempo\, indaginesensibile: un viaggio che si fa racconto\, scoperta e memoria. Il percorso espositivo è frutto del profondo fascino e del desiderio di scoperta di Longo\, il quale intreccia mondo antico e contemporaneo. L’artista utilizza il mito come strumento critico capace di analizzare le tensioni del nostro tempo e la propria interiorità\, rifacendosi alla citazione di Calvino\, secondo cui “Un classico è qualcosa che non ha mai finito di dire quello che ha da dire”. La mitologia\, quindi\, diviene il filo conduttore di una rappresentazione stratificata che studia\, scopre e ascolta i luoghi creando un legame con chi ne fa esperienza. Da qui emerge la volontà dell’artista di indagare il mondo classico come spunto di riflessione per temi attualicome l’identità\, l’accoglienza e le relazioni umane.  \n\n\n\nIn un mondo dove il concetto di viaggio assume dei significati sempre più sfumati\, le opere in mostra ci ricordano che la vera scoperta è forse nell’arte\, nella memoria e nella possibilità di continuare ad interrogare il passato per dare un senso al presente.
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SUMMARY:Petru Lucaci. VESTIRE IL CORPO
DESCRIPTION:Evento a cura di Mariacristina Maccarinelli\, prodotto da Fondazione Vittorio Leonesio con la collaborazione di Comune di Brescia e con il contributo di Fondazione ASM Gruppo a2a. \n\n\n\nIspirato al progetto dal titolo “Itinerari nella nuova Europa” degli anni ’90 di Albano Morandi\, direttore artistico di Fondazione Vittorio Leonesio\, che fu realizzato dall’Amministrazione Provinciale di Brescia\, a partire da quest’anno la Fondazione riprende le fila di quell’importante progetto\, proponendo in città e nella sede di Leonesia a Puegnago del Garda mostre di maestri della pittura europea meno conosciuti nel nostro Paese. Primo evento del progetto è la mostra personale di Petru Lucaci\, professore di Pittura presso l’Università di Bucarest e presidente nazionale degli artisti della Romania. La mostra al MO.CA presenta “Dressing the Body”\, una serie di opere che esplora il corpo come il primo e più immediato spazio dell’esperienza umana. Prima dell’architettura\, prima degli ambienti costruiti\, c’è il corpo. \n\n\n\nÈ attraverso il corpo che le persone vedono\, sentono e interagiscono con l’ambiente circostante. I corpi femminili sono però rappresentati senza volto: non possiamo vedere i tratti del viso\, lo sguardo negli occhi\, quegli elementi che potrebbero descrivere delle sensazioni o spiegare una situazione\, il rapporto tra spazio corpo e spazio circostante. L’artista ci mostra solamente frammenti\, parti che diventano racconti di vita\, che evocano nello spettatore possibili scenari unicamente attraverso letture personali ed intime. In “Dressing the Body” questa dinamica viene esplorata e restituita da Lucaci attraverso varie tecniche: fotografia\, olio su tela\, sculture in legno\, collage. Attraverso l’accostamento di frammenti di dipinti ad illustrazioni e foto in bianco e nero\, l’artista mostra una sensualità che spesso si contrappone ad un senso di repulsione e di disagio\, restando in equilibrio\, come afferma Ana Maria Achim\, tra “espressionismo tetro ed edonismo indipendente”. Nella ricerca artistica di Lucaci spesso troviamo la presenza del nero\, un non colore assoluto che utilizza attraverso un segno marcato\, impetuoso\, quasi incontrollato. Anche nelle sculture che riprendono sagome di corpi femminili il nero riveste totalmente la superficie\, mentre nei collage entra sui corpi per sottolinearne o cancellarne la presenza stessa. Attraverso il nero l’artista ci mostra l’oscurità che partecipa alla condizione umana e ci costringe a prenderne atto.
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