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SUMMARY:Carlo Orsi "un treno del sud"
DESCRIPTION:Mostra fotografica negli spazi di Macof.
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SUMMARY:IL FANTASTICO MONDO DEL CIRCO
DESCRIPTION:“il fantastico mondo del circo” è la mostra che\, all’interno degli spazi di Macof\, Centro della fotografia italiana\, chiuderà l’anno di Bergamo Brescia Capitale della cultura.Una mostra collettiva\, di vari artisti\, legata al mondo del circo.  \n\n\n\nVerranno esposte opere di Gianni Berengo Gardin\, Jimmy Katz\, Roberto Ricca\, Alain Gaymard.La mostra verrà inaugurata sabato 28 ottobre e rimarrà esposta fino al 23 dicembre 2023. \n\n\n\n \n\n\n\nSabato 28 ottobre alle ore 18\, in occasione dell’apertura della mostra si esibirà Andrea Brunetto in una performance circense nella Corte del Palazzo.Ingresso libero e gratuito all’esibizioneIngresso mostra gratuito per la giornata del 28/10
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SUMMARY:Sistema tempo
DESCRIPTION:La mostra ‘Sistema Tempo’ espone particolari e personali interpretazioni del concetto Tempo\, proposte da nove artisti contemporanei\, con opere di pittura\, scultura\, installazioni e video arte. Spesso pensiamo che il Tempo scorra uniformemente dal passato al presente e sia misurabile grazie all’uso di un orologio. Di fatto però\, questo concetto è inscindibile dalla nostra vita fin dai suoi albori.  \n\n\n\nSiamo sicuri di poterlo considerare solo come una unità di misura per quantificare il suo scorrere? Quando è iniziato? E quando finisce? Il Tempo modella la nostra vita\, lo spazio in cui ci muoviamo e il nostro sistema percettivo: è per noi molto più intimo e familiare rispetto ad una normale unità di misura. Il mondo circostante è fatto di eventi più che di cose\, e gli eventi tendono ad ‘accadere’\, non a ‘essere’. Si possono scegliere diversi fattori per misurare il cambiamento\, ma nessuno sarà mai abbastanza dettagliato da includere tutte le nostre realtà percettive legate agli avvenimenti che viviamo.  \n\n\n\nQuesto percorso espositivo vuole essere un viaggio di ritorno verso varie nozioni perdute del concetto di Tempo così come ci è familiare: non come struttura elementare della realtà\, ma come approssimazione utile all’uomo riguardo sé stesso. Il mistero del Tempo riguarda ciò che siamo\, più che ciò che è il cosmo. ‘Sistema Tempo’ vi condurrà alla scoperta di come gli artisti selezionati hanno analizzato il concetto di Tempo\, per provare a restituirne alcuni dei suoi lati più intimi e perduti.
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SUMMARY:Ten Years and Eighty-Seven Days
DESCRIPTION:Un progetto fotografico ispirato dalle lettere ed interviste dei carcerati nel braccio della morte in Texas\, Stati Uniti d’America.
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SUMMARY:Un'altra Visione: Fotografia e narrazione della disabilità
DESCRIPTION:(“Il vero viaggio è avere nuovi occhi per guardare il mondo e la realtà che ci circonda” M. Proust) \n\n\n\nIl progetto nasce in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità 2023 e dalla collaborazione delle tre associazioni Anffas della provincia di Brescia: Anffas Brescia\, Anffas Desenzano del Garda e Anffas Vallecamonica.L’iniziativa avrà luogo a Brescia\, presso il MO.CA Centro per le Nuove Culture di via Moretto\, e si articolerà in due momenti distinti: dal 2 al 9 dicembre 2023 sarà infatti possibile visitare una mostra fotografica che riunirà i progetti sviluppati e già esposti separatamente da Anffas Desenzano (“Un’altra visione” dei fotografi Antonello Perin e Cristina Treccani) e da Anffas Brescia (“Il filo srotolato” del fotografo Adriano Treccani)\, mentre il 7 dicembre si terrà un convegno per indagare il rapporto tra fotografia e disabilità. \n\n\n\nContesto:Negli ultimi anni\, sulla spinta della diffusione dei principi immortalati nel 2006 nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità – la quale non è più vista come patologia ma come il “risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali e ambientali che impediscono la loro piena partecipazione alla società su base di uguaglianza” – e dei paradigmi che ri-definiscono le disabilità\, è andata approfondendosi la riflessione sulle forme più corrette con cui rappresentare sui media questi mondi.Non è stato ancora possibile\, tuttavia\, incidere significativamente su tali forme.A dimostrazione di come il tema sia vivo ed attuale\, nel dicembre dello scorso anno è stata presentata la Carta di Olbia\, che sarà il protocollo deontologico che guiderà il lavoro dei giornalisti che trattano notizie riguardanti la disabilità. Come scrive Susi Ronchi di GiULia (GIornaliste Unite LIbere Autonome)\, promotrice della carta\, “è uno strumento fondamentale che ci permette di scegliere le parole giuste per una rappresentazione rispettosa e riuscire a rovesciare il paradigma frutto di pregiudizi e discriminazioni […] attraverso un linguaggio che non ceda a facili pietismi o trionfalismi”. Sull’argomento\, si segnala anche il volume di pubblico dominio “Le parole giuste. Media e disabilità”\, promosso da Anffas Nazionale recentemente presentato come buona prassi italiana al Palazzo di Vetro dell’ONU.Nella società odierna\, poco avvezza all’approfondimento critico\, il ruolo delle immagini è sempre più clamorosamente importante\, con tutte le grandi cautele che ciò dovrebbe comportare. C’è chi dice che le fotografie dicono la verità. Berger invece\, a conferma di quanto il tema sia complesso e delicato\, afferma che “di per sé la fotografia non può mentire\, ma neppure dire la verità”. Del resto già Kafka anticipava che “nulla può ingannare tanto quanto la fotografia”. Rimane il fatto che sia sempre più potente il suo ruolo nella comunicazione.Conseguentemente anche il mondo della fotografia continua ad interrogarsi sulle modalità con cui il professionista può e dovrebbe rappresentare le persone con disabilità\, rendendosi conto che uno scatto è in grado di generare messaggi\, pensieri e comportamenti scorretti\, nella consapevolezza\, per di più\, che “non è facile sintetizzare in uno scatto un mondo vasto e complesso come quello della disabilità”.Il fotografo spagnolo Joan Fontcuberta\, nel volume “La furia delle immagini”\, ha coniato l’espressione homo fotograficus\, che riassume meglio di qualsiasi altro termine l’impatto sociale e culturale della fotografia nelle nostre vite: “una bulimia delle immagini generata da un bisogno impellente di raccontarsi\, alimentato oggi dai social media. L’immagine è predominante. All’interno di questa dimensione visiva\, quasi per la legge dei grandi numeri\, ha trovato spazio anche la rappresentazione della disabilità come necessità di raccontare questa particolare condizione”.In questo contesto\, in cui non pochi fotografi si cimentano nell’ambito della fotografia sociale e documentaristica\, inevitabilmente ci si deve interrogare su ciò che si vuole “raccontare mostrando” e sul risultato che si vuole ottenere.Si vuole mostrare la disabilità\, come spesso avveniva in passato\, o piuttosto si vuole mostrare la persona? E di questa persona vogliamo solo mostrare il dolore o\, invece\, vogliamo mostrare la complessità di una quotidianità fatta\, come per tutti\, anche di sofferenze ma anche di tanta bellezza? Come sostiene Massimo Podio\, questo non significa distogliere lo sguardo dal dolore e dalle difficoltà\, ma è pur necessario andare alla scoperta del bello nelle vite\, spesse volte difficili\, di alcune persone. Il suo intento è quindi di “accompagnarci a conoscere senza reticenza queste vite\, mostrandoci tanta ordinarietà non così lontana dalla nostra”\, aggiungendo che anche persone con disabilità importante possono condurre una vita “straordinariamente ordinaria”.Cristian Tasso\, riferendosi al proprio lavoro “Nessuno Escluso”\, parla di “quotidianità che non ti aspetti quando parli di disabilità. Perché quando parli di disabilità ti aspetti sempre una fotografia di qualcosa che manca e invece qui c’è tutto. Tutta la loro vita”. A questo aggiunge: “non ho negato la disabilità. In molte fotografie è anche visibile\, ma non l’ho messa al centro”. In più\, come altri colleghi\, pone l’enfasi sul fatto che “l’immagine è il frutto di un incontro. Per me l’aspetto importante in questo campo non è la fotografia mordi e fuggi ma il processo di conoscimento. Incontrarci\, conoscersi\, scambiare. La fotografia è solo una parte dell’incontro”. \n\n\n\nConvegno(dalle 16.00 alle 19:00/19:30 circa) \n\n\n\nModeratore: Massimo Tedeschi\, giornalista e scrittoreFausto Podavini\, fotografo https://www.faustopodavini.eu/ Il significato della fotografia sociale. Come rappresentare con essa le persone con disabilità. L’importanza della conoscenza con le persone che si fotografano e la loro quotidianità.  \n\n\n\nTra arte e comunicazione \n\n\n\nMichele Smargiassi\, giornalista https://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/ Risvolti etici nella fotografia sociale. Enfatizzare la disabilità o la persona? Tra pietismo e spettacolarizzazione del dolore. La diversità può essere un valore? Fotografia e organizzazioni non lucrative: che immagini usare per il fundraising \n\n\n\nAltri possibili spunti trasversali: \n\n\n\n\nIl fotografo deve essere distaccato ed imparziale o è fondamentale che il suo punto di vista emerga e traspaia dai suoi lavori?\n\n\n\nHa senso una contrapposizione tra chi sostiene che per fotografare le persone con disabilità bisogna usare il bianco e nero per mantenere un senso artistico e chi paventa il rischio invece che il bianco e nero\, a differenza del colore\, sia soggetto al rischio di luci grevi che facilitino immagini stereotipate di sofferenza?\n\n\n\nLa fotografia deve dare risposte o piuttosto far nascere domande?
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SUMMARY:TELA D'OMBRA: L'illusione in un inserto d'arte
DESCRIPTION:“La trasformazione della mia figura in ombra è il mio modo di narrare una realtà nascosta situata al di là della superficie della tela. Nel presente siamo una società che sta cercando di acquisire\, tra ostacoli e difficoltà\, una coscienza nuova. Al momento la collettività è ancora carente sui principi fondamentali di conservazione\, e qui si cela l’emblema di ciò che l’umanità sciupa\, inconsapevole che ogni gesto ha eco nell’altrove\, e oggi\, quell’altrove siamo noi. Per porvi rimedio ho chiesto aiuto ai dipinti attraverso un’ ecologia visiva del recupero. Ricorrendo ad essi riporto l’attenzione a valori di bellezza\, giustizia ed etica\, correlandoli a concetti contemporanei di cura e rispetto. Così il messaggio trattenuto per noi e rilasciato oggi nella conservazione della loro memoria eterna\, è l’invito da cogliere. C’è bisogno di nuova luce per affrontare le fragilità del mondo che ci ospita. Preservare tutti gli elementi necessari e fondamentali per una rinascita collettiva è la metafora di queste 27 opere esposte nella mostra. ” Silvia Gaffurini
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SUMMARY:TWO HALVES OF THE SAME APPLE
DESCRIPTION:“Due metà della stessa mela” titolo della mostra che ben rappresenta il punto che li accumuna e li unisce: l’arte.L’arte che ci permette di esprimere quei pensieri che non sempre siamo in grado di dire ad alta voce\, che completa\, rasserena e conforta.Una esposizione che si snoda in un ambiente suggestivo in grado di valorizzare e incorniciare il loro percorso.Riccardo con la sua matrice legata alla ricerca grafica\, rappresenta sulla semplicità del foglio bianco\, contorni neri che creano immagini con richiami concreti di vita reale e vissuto seppur espressi in forma essenziale. Un viaggio che compie tra ricordi di anni passati\, l’amore per i film e la musica. Le sue opere\, riconoscibili per il nero tratto deciso\, vengo a volte illuminate da punti di rosso\, quasi fossero la manifestazione intima del calore del suo cuore. L’artista esporrà anche quattro oggetti ai quali viene attribuito un significato per taluna ironico\, riflessivo o di denuncia.SRoT 8 Paulinus Helama\, attraverso la raffinata tecnica dell’acquarello\, elabora la bellezza del mondo femminile\, definendo come protagonista centrale in ogni quadro una donna. Uno studio che parte dai ritratti della sua Musa\, Sophia Lo\, per poi passare all’analisi di altre donne illustri della storia. Si indagano lo sguardo e i messaggi subliminali che ogni grande donna o poetessa hanno voluto lasciare al mondo come loro testamento spirituale. L’ultima parte della produzione è dedicata alla sua visione del mondo dal punto di vista filosofico\, come un grido che si apre per la necessità di un mondo libero\, pulito e senza preconcetti di nessuna forma.
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