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SUMMARY:Jeans. Blu quasi trasparente
DESCRIPTION:“Il fascino e il pericolo del Jeans oggi stanno nella sua universalità\, nell’essere un pezzo molto evidente di cultura planetaria che ci portiamo appiccicati al corpo: un significante universale perché ha attraversato tutti i significati.” Ugo Volli  \n\n\n\nNella complessa interazione tra moda\, arte e società\, pochi capi d’abbigliamento raccontano una storia tanto sfaccettata dell’umanità quanto il Jeans. La grande fascinazione suscitata dall’abito della “civiltà planetaria” è la sua imprendibilità. Il suo essere una sorta di pura energia cinetica che si dispiega autonomamente dalla dinamica del tempo. Di tempo in tempo\, di luogo in luogo il Jeans è stato un segno forte\, capace di rappresentare di volta in volta immaginari diversi\, per poi\, qualche anno o qualche chilometro più in là\, mutarli.  \n\n\n\nPartendo da queste riflessioni\, si sviluppa la mostra Jeans. Blu quasi trasparente\, una esposizione inclusiva\, sostenibile e aperta alla contaminazione delle culture che intesse opere di artisti mid-career di fama internazionale\, collettivi di artisti emergenti\, archivi e collezioni di moda e della fotografia: un vero e proprio viaggio inedito nelle trame e nella storia del Jeans. Scandito da parole chiave\, il percorso presenta opere d’arte contemporanea la cui anima e pelle sono di Jeans\, in dialogo con capi storici provenienti dalla preziosa collezione privata di Elleti Group Srl\, unica nel suo genere\, e con materiale dell’Archivio FSE\, il Fondo Cotonificio Legler. Il percorso in mostra parte dalle ORIGINI: il Jeans come simbolo dei workers\, qui rappresentato da un paio di Jeans “Boss of the Road” di un cercatore d’oro del Wild West di fine Ottocento\, dialoga con Adamo ed Eva\, due opere di Afran\, artista camerunense basato in Italia. Sono entrambi vestiti di Jeans\, dopo aver compiuto il primo affronto\, l’assaggio della mela\, nella storia dell’umanità.  \n\n\n\nNella seconda sala ha inizio la prima metamorfosi del Jeans: da abbigliamento emblema dell’onestà del duro lavoro a divisa della RIBELLIONE\, incarnazione del sé oltre gli “schemi di vita”. Qui un “Prisoners of War” della Seconda Guerra Mondiale fattosi reale nei suoi “Blue Bell PW” Jeans combatte le sue battaglie affiancato da un’inquieta Blue Panther\, omaggio di Afran a Martin Luther King. Alle spalle c’è lo scenario del Gold Rush\, la febbre dell’oro senza tempo\, nemico condiviso.  \n\n\n\nQualche sala più avanti dei “Jeans Lot 701” degli anni ’30\, tra i primi Western Jeans femminili\, ci ricordano i sovvertimenti\, gli EPICENTRI SISMICI di una società che da tradizionalista si avvia ad accogliere i mutamenti in atto. Accanto un omaggio di Renato Corsini allo scatto di Oliviero Toscani per la pubblicità del 1973 del brand Jesus Jeans\, prestito della Cavallerizza\, Centro della fotografia italiana di Brescia. Il fondoschiena di Donna Jordan – musa di Andy Warhol e allora compagna di Oliviero Toscani – meravigliosamente incorniciato da un paio di hot pants è sottotitolato dallo slogan “Chi mi ama\, mi segua”. L’accostamento e il contrasto di frasi ora appartenenti all’area semantica “sacra” a fotografie chiaramente provocatorie e di rimando “profano” hanno un effetto esplosivo. È Pier Paolo Pasolini\, sulle righe del “Corriere della Sera” del tempo a spiegarcelo: è il nuovo spirito della seconda rivoluzione industriale\, anticipatore dei valori che stanno mutando. Il tempo cambia\, ma il Jeans non muore mai\, tutt’al più invecchia integrando in sé l’evolvere del tempo. Così\, l’artista bresciano Federico Brognoli con la sua opera Epicentro del Blu\, un omaggio al rivetto brevettato da Levi Strauss nel 1873 per rinforzare i punti di maggiore trazione\, prova a ricordarci il rapporto privilegiato che il Jeans spartisce con la percezione della durata: la resiste e la supera\, impregnandosi dell’avventura e della vita di chi li indossa.  \n\n\n\nOgni lavaggio è una pagina girata\, il tempo vi scrive la sua memoria su uno sfondo sempre più pallido. E le MEMORIE sospese sono ben raccontate dall’installazione …e se poi ti dimentico? di Giulio Morini e dalla messa in scena in paesaggi onirici\, negli SCONFINAMENTI di un’umanità assente a sé stessa e teatralizzata da Vanni Cuoghi nelle sue tele.  \n\n\n\nOLTRE IL TEMPO e oltre il segno: i teli di denim dell’Archivio FSE\, fondo del cotonificio Legler\, come un mare in tempesta ci riportano alla sostanza delle cose: i Jeans\, da abito per i minatori\, diventano simbolo di “un’umanità immaginaria” o immaginata. Una umanità universale come quella raccontata da Xhenifer Jaupi\, tra le artiste del collettivo Lower Manhattan\, nel suo video Universale e planetario; una umanità atemporale e scolorita\, ma ancora viva e pulsante\, come suggerito da Michele Battagliola\, dei Lower Manhattan\, in Denim d’Usine. Una umanità corale come quella radunata da Informagiovani con la Open Call: il mio Jeans simbolo della CIVILTÀ PLANETARIA che abita il MO.CA.  \n\n\n\nCiò che manca al Jeans\, va detto\, non è solo il senso della fine\, ma anche e soprattutto il senso della finalità: la pretesa di poter conoscere prima del suo raggiungimento la meta del nostro “essere in cammino”. Nella sua materia il Jeans non anticipa ciò che succederà\, semplicemente dà sostanza ai contorni indefiniti di una visione\, di ciò che non è ancora reale\, visibile all’occhio. E che solo I VISIONARI possono vedere. Come Laocoonte\, il sacerdote cantato da Virgilio nell’Eneide\, qui fatto vivo nelle trame di Jeans con cui Afran lo riveste e fatto gesta nel video della performance Come il Jeans veste il corpo\, così il corpo veste il Jeans di Arianna Lecci dei Lower Manhattan. Il Jeans\, qui\, nella sua versione contemporanea e maneggiato abilmente dagli artisti acquisisce un potere di divinazione concentrato sui domini più misteriosi della rêverie umana. LE ORIGINI\, LA RIBELLIONE\, MEMORIE\, EPICENTRI SISMICI\, LA CIVILTÀ PLANETARIA\, SCONFINAMENTI\, I VISIONARI\, OLTRE IL TEMPO: le visioni si fanno reali e le parole fili del racconto nelle mani di Viva Vittoria OdV: parole che chiudono il percorso della mostra a ricordarci\, parafrasando Henri Focillon\, “che la mano lavora anche nello spirito”.  \n\n\n\nJeans. Blu quasi trasparente.
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SUMMARY:LEVIATANO ROSA
DESCRIPTION:LEVIATANO ROSA è il titolo dell’esposizione artistica progettata per le Sale Neoclassiche del MO.CA – Centro per le nuove culture.La mostra si articola in cinque sale\, ognuna delle quali è affidata ad un membro del collettivo artistico LEV Prove tecniche di trasmissione: Matteo Beltrami\, Michela Benaglia\, Manuel Ghidini\, Kateryna Kovalchuk e Francesca Tarantino. Il gruppo nasce nel 2021 dalla volontà e dall’esigenza degli artisti di riflettere ed indagare le possibilità e gli effetti dell’azione artistica in rapporto al contesto politico e sociale presente.Il titolo della mostra ha origine dalla riflessione in merito alla figura mitica del LEVIATANO a partire dall’interpretazione di Hobbes fino alle trasformazioni nell’epoca contemporanea. Nella visione qui proposta\, l’animalesco e tremendo colosso muta la propria pelle e\, attraverso il colore ROSA\, indossa le vesti di un’infantile innocenza\, simula dolcezza ed esige la propria naturalizzazione garantendosi una certa misura di invisibilità e\, di conseguenza\, invulnerabilità. Questo Leviatano si mimetizza\, si adatta\, cambia forma e contesto\, rivelandosi onnipresente e manifestandosi spesso violentemente indipendentemente dalle aree geografiche e dalla classe d’appartenenza\, riuscendo persino a divenire intangibile\, incarnazione del potere nella sua forma più ambigua e sfuggente.L’onnipresente mostro\, percepibile attraverso i segni e le tracce che lascia sui corpi e sulle strutture relazionali\, rientra in ogni anfratto dell’esistenza ed è perciò inesauribile in un’unica operazione simbolica. Nelle sfaccettature delle molteplici sensibilità le opere\, attraverso vari linguaggi\, indagano la conquista del potere\, il suo mantenimento attraverso l’utilizzo della tecnologia\, l’utilizzo del corpo umano e le sue specificità\, la narrazione storica e l’intervento nello spazio pubblico delle azioni e delle immagini. \n\n\n\nCon l’intenzione di offrire temi di riflessione sono previsti cinque incontri con il pubblico nelle giornate di sabato e domenica: \n\n\n\n11 ottobre 2025\, alle 16:00\, presentazione della rivista “Propagazioni. Bollettino di esperienze di campo” e il collettivo “Terre Alt(r)e”12 ottobre 2025\, alle 17:00\, performance “Forme non razionali di resistenza”18 ottobre 2025\, dalle 15:00\, torneo di “Piscgame”\, videogioco di conquista territoriale19 ottobre 2025\, alle 17:00\, esperimento di E.S.P. giocando una partita di dadi per “Forme non razionali di resistenza”24 ottobre 2025\, alle 17:00\, performance “Un atto in potenza” di Kateryna Kovalchuk con la collaborazione di Ilaria Zanotti
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SUMMARY:Notte della Cultura a MO.CA
DESCRIPTION:Il 4 ottobre MO.CA partecipa alla Notte della Cultura di Brescia con una programmazione straordinaria che trasforma Palazzo Martinengo Colleoni in un hub culturale multidisciplinare dalle 17:00 a mezzanotte. Arte contemporanea\, teatro\, musica\, installazioni audiovisive e accoglienza presso gli spazi storici si intrecciano in un percorso che valorizza sia le collezioni temporanee che l’architettura del palazzo. Un’occasione unica per scoprire il fermento creativo delle realtà che abitano MO.CA e vivere l’arte in tutte le sue forme\, dagli spazi espositivi alla corte storica\, dalle sale neoclassiche agli appartamenti nobili.  \n\n\n\nPROGRAMMA DETTAGLIATO  \n\n\n\nORE 17:00-17:45  \n\n\n\nINVITO A PALAZZO. Intrecci di parole e musica Bazzini Consort & Brescia Touring Sala Danze  \n\n\n\nIn occasione della Notte della Cultura\, il Touring Club di Brescia e Bazzini Consort presentano un racconto che intreccia arte e musica per far conoscere e riscoprire la storia di Palazzo Martinengo Colleoni e delle figure che lo animarono. Un viaggio sonoro e narrativo attraverso i secoli di storia del palazzo.  \n\n\n\nORE 18:00  \n\n\n\nLEVIATANO ROSA Inaugurazione mostra – Collettivo LEV Sale Neoclassiche  \n\n\n\nInaugurazione della mostra Leviatano Rosa a cura di Collettivo LEV Prove tecniche di trasmissione presso le Sale Neoclassiche del MO.CA. Breve presentazione dell’esposizione artistica che presenta il lavoro del collettivo attraverso una ricerca contemporanea.  \n\n\n\nORE 18:00-20:00  \n\n\n\nOPEN DAY CORSI DI TEATRO Presentazione – IDRA Teatro Sala Amorini & IDRA Teatro   \n\n\n\nSai cosa manca nella tua vita? Scatenare il tuo lato creativo! Molto di più di una scuola di teatro e arti performative\, Wonderland Academy è un luogo nel cuore di Brescia per mettersi in gioco e scatenare il proprio lato creativo. Propone corsi di teatro\, voce\, cinema e danza\, adatti a tutti. Un’occasione per vedere gli spazi\, parlare con il corpo docente e scoprire il corso adatto a te.  \n\n\n\nORE 18:30  \n\n\n\nJEANS. BLU QUASI TRASPARENTE Inaugurazione mostra – a cura di Silvia Casagrande Spazio Espositivo  \n\n\n\nUn viaggio critico e inedito nelle trame del capo d’abbigliamento simbolo della “civiltà planetaria”. La mostra esplora la complessa interazione tra moda\, arte e società attraverso il jeans\, la sua imprendibilità e la sua energia cinetica che si dispiega autonomamente nel tempo. Opere d’arte di artisti mid-career di fama internazionale e giovani collettivi emergenti dialogano con capi in denim provenienti da collezioni pubbliche e private. Con la partecipazione di Afran\, Federico Brognoli\, Vanni Cuoghi\, Giulio Morini e il contributo di Lower Manhattan\, InformaGiovani e Viva Vittoria.  In mostra anche i jeans della comunità MO.CA raccolti attraverso un’open call: storie personali cucite nel tessuto quotidiano del denim.  Mostra visitabile fino al 16 novembre   \n\n\n\nORE 19:15-20:30  \n\n\n\nDJ SET Lower Manhattan Corte  \n\n\n\nDJ set di musica elettronica con rivisitazioni di brani pop italiani e hip-hop statunitensi. Un momento di aggregazione musicale nella corte storica del palazzo per accompagnare l’inizio della serata culturale.  \n\n\n\nORE 19:00-23:00  \n\n\n\nWHAT ARE YOU WEARING? Installazione audiovisiva – Progetto BAO Appartamenti Nobili  \n\n\n\nDal fast fashion alla Blue Marble\, un viaggio visivo e sonoro che intreccia moda\, consumo e responsabilità globale. L’installazione esplora il paradosso della democratizzazione della moda attraverso il fast fashion e le sue conseguenze sui divari sociali globali. Realizzata in collaborazione con Varius.Collective\, l’esperienza audiovisiva in cuffia accompagna il pubblico in una riflessione sulla sostenibilità e l’interconnessione planetaria. 8 repliche da 15 minuti ogni 30 minuti | Max 20 persone per replica  \n\n\n\nORE 20:30-21:40  \n\n\n\nLA CARA DEI VECCHI Spettacolo teatrale – IDRA Teatro IDRA Teatro  \n\n\n\nTesto di Elvira Buonocore\, regia di Pino Carbone\, con Anna Carla Broegg. La storia di una giovane donna sui trent’anni che vive in casa con i due nonni disabili. Due linguaggi\, cinema e teatro\, convivono per raccontare la stessa storia: in scena la donna dialoga con un film che racconta la sua esistenza\, sonorizzandolo con console\, microfoni e oggetti di scena.  Per prenotarsi\, compilare il seguente form.  \n\n\n\nORE 20:30-21:40  \n\n\n\nDI NOTTE\, A PALAZZO. Musiche e storie nel buio Racconto notturno musicato – Bazzini Consort & Brescia Touring Sala Danze  \n\n\n\nA conclusione della Notte della Cultura\, il Touring Club di Brescia e Bazzini Consort presentano un racconto notturno musicato per cogliere le atmosfere sospese dello storico palazzo di via Moretto. Un’esperienza immersiva al buio che svela i segreti e le suggestioni notturne degli spazi storici.  \n\n\n\nORE 21:40-23:30  \n\n\n\nDJ SET Lower Manhattan Corte  \n\n\n\nProseguimento del DJ set con musica elettronica\, rivisitazioni pop italiane e hip-hop USA per chiudere la serata nella corte di MO.CA in un’atmosfera di condivisione e festa.  \n\n\n\n \n\n\n\nDurante l’evento potrebbero essere effettuate riprese fotografiche e video dei partecipanti. Le immagini potranno essere diffuse sui canali istituzionali del Comune e di MO.CA. Per chi non desiderasse essere ripreso\, sarà disponibile un’area “NO FOTO/VIDEO” appositamente segnalata\, dove sarà possibile partecipare all’evento senza comparire nelle riprese.
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SUMMARY:Luca Caccioni. Lotophagie atto I\, Meccaniche della Meraviglia 19
DESCRIPTION:Il ciclo della “Lotophagie” prende avvio nel corso del primo decennio del Duemila ed è tutt’ora in corso di sviluppo: non a caso la mostra odierna si divide in due grandi capitoli\, il primo – “Serie 1” – composto da alcune opere recentemente ritrovate nello studio dell’artista\, il secondo – “Serie 2” – composto invece da opere realizzate negli ultimi mesi appositamente per questa occasione. Una mostra di inediti\, dunque\, a confermare l’importanza che questo appuntamento riveste anche per l’artista bolognese. “Lotophagie” si ispira\, come è evidente dal titolo\, all’episodio dell’”Odissea” di cui sono protagonisti per l’appunto i mangiatori di loto\, che attraverso l’assunzione dei fiori della pianta dimenticano il passato: metafora questa per Caccioni non tanto di un’assenza di memoria\, ma della capacità della memoria di stravolgere la realtà\, le apparenze stesse del reale\, per dare vita a forme inedite e sempre sorprendenti. Il supporto utilizzato dal pittore contiene infatti la memoria del suo utilizzo originario\, ma i segni e le figure presenti sulla carta perdono la loro funzione\, trasferite come sono in un altro mondo – quello dell’arte figurativa – e ulteriormente modificate dall’intervento del pittore.  \n\n\n\nInterventi essenziali\, di addizioni e sottrazioni di materie e pigmenti\, che danno vita a forme sempre al confine tra l’evocatività del segno puro e il rimando a forme invece riconoscibili\, alla ricerca di un’ambiguità che da sempre caratterizza il linguaggio dell’artista.
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SUMMARY:claudioadami. In Scripture
DESCRIPTION:Mostra personale dell’artista Claudio Adami\, prodotta da E3 Arte Contemporanea. Un progetto espositivo con oltre trenta opere che si estendono dagli anni Novanta al nuovo Millennio\, dimostrando l’incredibile varietà del segno di un artista che avrebbe sicuramente dato qualcosa a Beckett. La sua scrittura aniconica sulle tele\, sulle carte\, sui supporti risponde a una pratica millenaria: l’esigenza dell’uomo di tenere traccia del proprio passaggio\, ma anche la consapevolezza dell’impossibilità di visualizzare la relazione finale tra segno e senso della parola\, in una attesa che diventa azione reiterata e ossessiva. \n\n\n\nNella serata dell’inaugurazione\, dalle 19.30\, il collettivo artistico Lower Manhattan offrirà una reinterpretazione contemporanea del lavoro di Adami\, trasformando la sua ricerca visiva in un’esperienza multisensoriale: accanto a una performance musicale\, infatti\, verranno realizzate e proiettate in tempo reale installazioni di Visual Art ispirate al suo stile.
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SUMMARY:Petru Lucaci. VESTIRE IL CORPO
DESCRIPTION:Evento a cura di Mariacristina Maccarinelli\, prodotto da Fondazione Vittorio Leonesio con la collaborazione di Comune di Brescia e con il contributo di Fondazione ASM Gruppo a2a. \n\n\n\nIspirato al progetto dal titolo “Itinerari nella nuova Europa” degli anni ’90 di Albano Morandi\, direttore artistico di Fondazione Vittorio Leonesio\, che fu realizzato dall’Amministrazione Provinciale di Brescia\, a partire da quest’anno la Fondazione riprende le fila di quell’importante progetto\, proponendo in città e nella sede di Leonesia a Puegnago del Garda mostre di maestri della pittura europea meno conosciuti nel nostro Paese. Primo evento del progetto è la mostra personale di Petru Lucaci\, professore di Pittura presso l’Università di Bucarest e presidente nazionale degli artisti della Romania. La mostra al MO.CA presenta “Dressing the Body”\, una serie di opere che esplora il corpo come il primo e più immediato spazio dell’esperienza umana. Prima dell’architettura\, prima degli ambienti costruiti\, c’è il corpo. \n\n\n\nÈ attraverso il corpo che le persone vedono\, sentono e interagiscono con l’ambiente circostante. I corpi femminili sono però rappresentati senza volto: non possiamo vedere i tratti del viso\, lo sguardo negli occhi\, quegli elementi che potrebbero descrivere delle sensazioni o spiegare una situazione\, il rapporto tra spazio corpo e spazio circostante. L’artista ci mostra solamente frammenti\, parti che diventano racconti di vita\, che evocano nello spettatore possibili scenari unicamente attraverso letture personali ed intime. In “Dressing the Body” questa dinamica viene esplorata e restituita da Lucaci attraverso varie tecniche: fotografia\, olio su tela\, sculture in legno\, collage. Attraverso l’accostamento di frammenti di dipinti ad illustrazioni e foto in bianco e nero\, l’artista mostra una sensualità che spesso si contrappone ad un senso di repulsione e di disagio\, restando in equilibrio\, come afferma Ana Maria Achim\, tra “espressionismo tetro ed edonismo indipendente”. Nella ricerca artistica di Lucaci spesso troviamo la presenza del nero\, un non colore assoluto che utilizza attraverso un segno marcato\, impetuoso\, quasi incontrollato. Anche nelle sculture che riprendono sagome di corpi femminili il nero riveste totalmente la superficie\, mentre nei collage entra sui corpi per sottolinearne o cancellarne la presenza stessa. Attraverso il nero l’artista ci mostra l’oscurità che partecipa alla condizione umana e ci costringe a prenderne atto.
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SUMMARY:Epos. Fenomenologia di un viaggio
DESCRIPTION:A cura di Sophie Labigalini e Elisa RomanoViaggiare\, per definizione\, significa andare da un luogo a un altro luogo\, generalmente distante\, per piacere o per necessità. Il viaggio è un tema cardine nella pratica artistica di Rosangela Longo (1987)\, che\, partendo da uno studio pittorico sugli acquerelli\, sperimenta differenti tecniche\, quali l’utilizzo degli smalti ad acqua e l’acrilico sulla juta. Un percorso che si protrae non solo nell’opera pittorica ma anche nella vita stessa dell’artista\, dominata dal desiderio di scoperta\, Longo ricerca la sua identità muovendosi tra luoghi dalle storie antiche ed esplorando la loro specificità. La mostra Epos. Fenomenologia di un viaggio è un racconto artistico e personale che compie un itinerario poetico e pittorico intrecciando miti\,leggende classiche\, terre mediterranee ed evocazioni personali. Il titolo racchiude il senso profondo di questo percorso: Epos\, dal greco ἔπος\, richiama il canto epico\, una parola che tramanda memoria e gesta\, qui reinterpretata come narrazione visiva che unisce mitologia e vissuto individuale; Fenomenologia richiama il gesto di osservare e descrivere l’esperienza\, dando voce a ciò che si manifesta nei luoghi\, nelle forme e nei colori. Le opere divengono epopea intima e\, al contempo\, indaginesensibile: un viaggio che si fa racconto\, scoperta e memoria. Il percorso espositivo è frutto del profondo fascino e del desiderio di scoperta di Longo\, il quale intreccia mondo antico e contemporaneo. L’artista utilizza il mito come strumento critico capace di analizzare le tensioni del nostro tempo e la propria interiorità\, rifacendosi alla citazione di Calvino\, secondo cui “Un classico è qualcosa che non ha mai finito di dire quello che ha da dire”. La mitologia\, quindi\, diviene il filo conduttore di una rappresentazione stratificata che studia\, scopre e ascolta i luoghi creando un legame con chi ne fa esperienza. Da qui emerge la volontà dell’artista di indagare il mondo classico come spunto di riflessione per temi attualicome l’identità\, l’accoglienza e le relazioni umane.  \n\n\n\nIn un mondo dove il concetto di viaggio assume dei significati sempre più sfumati\, le opere in mostra ci ricordano che la vera scoperta è forse nell’arte\, nella memoria e nella possibilità di continuare ad interrogare il passato per dare un senso al presente.
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SUMMARY:Alessandra Risi e Paul-Auguste Richard: "Paradiso Verde"
DESCRIPTION:Un dialogo sensibile e stratificato sul tempo della natura. \n\n\n\nAttraverso gesti\, materiali e forme che evocano ciclicità\, trasformazione e memoria\, le opere riflettono sul rapporto tra uomo e ambiente. Il contesto neoclassico del MO.CA\, con la sua visione storica e idealizzata del paesaggio\, funge da contrappunto alla complessità ecologica contemporanea. Le installazioni rispondono allo spazio esistente senza modificarlo\, ma interagendo con le sue tracce simboliche e cromatiche. \n\n\n\nRisi intreccia elementi botanici\, simboli postali e riferimenti migratori per esplorare la relazione tra identità culturale e paesaggio\, mentre Richard sperimenta con la riproduzione meccanica e le variazioni accidentali per interrogare le forme con cui la natura viene osservata e rappresentata. Insieme\, costruiscono una narrazione visiva che invita il pubblico a ripensare il paesaggio come presenza viva\, attiva e condivisa\, capace di interrogare criticamente il nostro tempo.
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SUMMARY:Edoardo Faglia: "Ad Lucem"
DESCRIPTION:Rimandi LED all’arte iconica \n\n\n\nCon “Ad Lucem” Edoardo Faglia\, bresciano\, classe 2001 e studente magistrale di Storia della conservazione dei beni artistici presso Ca Foscari\, porta in scena un progetto che nasce dal desiderio di conciliare lo studio appassionato delle immagini con la necessità di reinterpretarle\, di farle rivivere in modo differente\, seguendo paradigmi legati al nostro tempo.Attraverso l’uso del LED e di sostegni di riuso\, l’artista ci dona “un’epifania luminosa”\, una traccia precisa\, mai didascalica\, di opere d’arte che han segnato la storia. Le linee di luce disegnano citazioni\, richiami\, “rimandi” appunto\, a immagini che tutti abbiamo interiorizzato ma che raramente abbiamo visto in questa forma: sintetica\, diretta\, attraversata da una sensibilità nuova. \n\n\n\nIl progetto “Ad Lucem” si colloca così in una linea di ricerca che è insieme personale e generazionale. Non è un semplice esercizio di stile\, né una decorazione tecnologica: è una dichiarazione d’intenti. Fare arte oggi\, significa prendere posizione all’interno di un dialogo continuo con la tradizione\, rielaborando\, rifiutando o accettando l’imitazione. \n\n\n\nLo scopo della mostra è\, quindi\, riportare lo spettatore a un rapporto visivo e silenzioso con le immagini\, senza la presenza di medium che si interpongono fra uomo e arte.La sede scelta per questa esposizione\, MO.CA\, centro di Brescia per le nuove culture\, diventa il contenitore ideale per un progetto che vuole essere anche uno spazio di riflessione. Non si tratta solo di “vedere” le opere\, ma di “farsi abbracciare” dalla loro luce\, interrogarne i confini\, cercarne il senso nella relazione con il nostro presente. \n\n\n\nIn un tempo in cui l’arte rischia spesso di smarrirsi nell’eccesso\, nel rumore o nel mercato\, “Ad Lucem” propone un’alternativa silenziosa\, ma radicale: quella di un’arte che nasce da un’intimità profonda con la storia\, e che risponde alla contemporaneità con il linguaggio diretto e accessibile della luce.
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SUMMARY:On the Matter
DESCRIPTION:Una grande mostra\, dedicata a come gli artisti contemporanei utilizzano e trasformano i materiali nella loro opera\, è allestita nelle sale del primo piano di MO.CA. \n\n\n\nScaturita da un’idea di Matteo Lorenzelli e curata da Ilaria Bignotti e Camilla Remondina\, la rassegna propone oltre venti artisti di fama internazionale\, sia mid-career che appartenenti alle generazioni attuali\, dal Giappone all’Africa\, dalla Cina alla Gran Bretagna\, le cui opere sono finalizzate a far luce sulle declinazioni di materiali tradizionali e inusuali nel processo creativo\, dal rame alle fibre tessili\, dal pigmento puro alla plastica di riuso: utilizzata in modo innovativo\, coerente\, reiterato e in alcuni casi anche ossessivo\, è la materia protagonista di questa mostra di respiro internazionale che apre mercoledì alla presenza della Sindaca del Comune di Brescia\, Laura Castelletti\, di Matteo Lorenzelli e delle curatrici\, e di molti degli artisti invitati. \n\n\n\nIl percorso propone anche alcune opere di artisti della prima metà del XX secolo\, ritenuti “pionieri” delle ricerche sui materiali della contemporaneità\, nell’ottica di offrire al pubblico una mostra di grande levatura e carica di spunti di riflessione.
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SUMMARY:Embodying migration - Viaggio del corpo migrante
DESCRIPTION:Mostra conclusiva del progetto Embodying migration per minori stranieri non accompagnati. \n\n\n\nL’evento rappresenta la conclusione di un percorso laboratoriale che ha coinvolto ventotto minori stranieri non accompagnati\, che vivono in comunità sul territorio di competenza del Tribunale per i Minorenni di Brescia. \n\n\n\nIl filo conduttore del progetto è stato il corpo umano\, quale espressione del proprio vissuto e della propria storia personale. Ogni incontro si è concentrato su una parte del corpo (occhi\, bocca\, orecchie\, mani\, piedi\, testa\, cuore\, anima e corpo) e\, tramite laboratori e attività pratiche\, ha consentito ai ragazzi di narrare\, secondo le proprie sensibilità e volontà\, il loro percorso migratorio – estremamente traumatico e disumano –\, la famiglia che hanno lasciato e i propri sogni. \n\n\n\nIl progetto è stato ideato e realizzato dalla Procura per i Minorenni di Brescia in collaborazione con i Servizi Sociali di Brescia\, Bergamo e Cremona\, la Comunità l’Alternativa (BS)\, la Comunità Nada (BG)\, il Progetto SAI di Cremona (Coop. Nazareth e Coop. Santegidio)\, la Coop. Alce Nero (MN)\, la Comunità Arci Porto Sicuro (CR) e la Fondazione Brescia Musei\, con il prezioso sostegno del CFP Canossa di Brescia. \n\n\n\n⸻ \n\n\n\nVenerdì 6 giugno 2025 \n\n\n\ndalle ore 15:00 alle ore 16:00Sala Danze – MOCAingresso con invito \n\n\n\nPRESENTAZIONE• Introduzione – Giuliana TondinaProcuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Brescia• L’organizzazione del progetto – Simone NaniTirocinante ex art. 73 presso la Procura per i Minorenni di Brescia• Gli aspetti sociali – Lara RaffainiFunzionaria di Politiche Sociali\, Comune di Cremona• Gli aspetti educativi – Cristina ChiodaPedagogista\, Coop. Sana per il Comune di Bergamo• I ragazzi – Francesca Salmistraro – Miriam NinnoEducatrici\, Coop. Alce Nero\, Mantova– Debora CastiglioneCoordinatrice Comunità L’alternativa\, Brescia• L’esperienza dei tutori – Valeria MargaroliTutrìce Cremona• I significati delle storie – Maria Chiara RizziPsicologa\, Servizi per l’accoglienza Cremona \n\n\n\nVisione dei primi due episodi della serie Embodying Migration \n\n\n\n⸻ \n\n\n\nINAUGURAZIONE MOSTRA \n\n\n\nI visitatori avranno la possibilità di immergersi nello spazio espositivo.Un’esposizione potente che invita a guardare – ed ascoltare – da vicino.Dal soffitto pendono frammenti: occhi\, mani\, piedi.Parti di corpi che raccontano più di quanto le parole possano dire.In sottofondo\, i racconti veri di chi ha attraversato deserti\, frontiere\, mari e silenzi. Ogni parte del corpo diventa una memoria: gli occhi che hanno visto la guerra\, i piedi che hanno camminato troppo.Questa non è solo una mostra\, è un incontro.Con le vite e la forza di chi troppo presto ha dovuto diventare grande.
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SUMMARY:Heart of the race- Master mechanics of the Mille Miglia
DESCRIPTION:La mostra HEART OF THE RACE: Master Mechanics of the Mille Miglia\, che raccoglie questo corpus fotografico unico e le storie che lo accompagnano\, è stata prorogata ed è ora visitabile nella Sala Talk di MO.CA in date selezionate tra luglio e agosto. \n\n\n\nProssime aperture: \n\n\n\n→ 17\, 24\, 31 luglio / h 18:00 – 20:30 \n\n\n\n→ 19 luglio e 3 agosto / h 15:00 – 18:00 \n\n\n\nGli altri giorni solo su appuntamento\, scrivendo a valerialopez003@gmail.com o chiamando il +39 351 4459904. \n\n\n\n__ \n\n\n\nAll’inizio di maggio 2024\, in preparazione della storica gara di giugno\, E.A. KAHANE ha avviato un progetto fotografico presso il Museo Mille Miglia di Brescia\, realizzando una serie di ritratti formali dei meccanici locali impegnati nella preparazione delle vetture da corsa\, in collaborazione con diverse officine del territorio. \n\n\n\nSuccessivamente\, Kahane ha visitato le stesse officine per documentare i meccanici al lavoro\, immortalando l’intensità e la dedizione che precedono la competizione. \n\n\n\nNel mese di giugno\, in occasione della 1000 MIGLIA\, Kahane ha avuto l’opportunità di allestire un set fotografico nel Paddock\, area riservata alle registrazioni delle auto e ai preparativi pre-gara. Questo accesso esclusivo le ha consentito di estendere il progetto ai meccanici internazionali giunti per l’evento\, ampliando così la portata della documentazione. \n\n\n\nDurante i cinque giorni di gara\, Kahane e il suo team hanno seguito l’intero percorso\, cogliendo i momenti in cui meccanici locali e stranieri intervenivano sulle auto durante il rally. Parallelamente\, il team ha predisposto set improvvisati lungo il tracciato per realizzare ritratti formali estemporanei dei meccanici nel vivo dell’azione\, catturandone l’autenticità e l’energia. Ogni sera\, inoltre\, Kahane ha proseguito il lavoro documentando le riparazioni e le attività notturne sulle auto d’epoca\, in un’atmosfera carica di intensità e passione. \n\n\n\nIn totale\, sono stati realizzati 81 ritratti in bianco e nero con macchina fotografica di medio formato\, di cui 28 dedicati ai meccanici di Brescia. Ogni soggetto ha firmato una liberatoria per l’utilizzo della propria immagine. A completamento del progetto\, Kahane ha condotto interviste personali ai meccanici\, raccogliendo testimonianze e aneddoti legati alle loro esperienze e ai momenti più significativi vissuti durante la 1000 MIGLIA.
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SUMMARY:Paolo Ferraglio: "Invasioni surreali e riflessi di verità"
DESCRIPTION:Nel mondo contemporaneo\, la fotografia non è più soltanto un mezzo per catturare la realtà\, ma si è evoluta in un linguaggio ibrido che unisce autenticità e arte digitale. Questa selezione di immagini abbraccia il potere dell’intelligenza artificiale\, esplorando le immense possibilità creative che essa offre\, sfidando al contempo le nostre percezioni di verità e realtà.Parte delle fotografie esposte sono catturate fedelmente dalla realtà\, altre sono modificate dall’AI\, spingendo i confini di ciò che consideriamo “vero” e “reale”. In questo contesto si aprono domande profonde: cosa definiamo come realtà? È l’immagine che vediamo attraverso l’obiettivo della macchina fotografica o quella che un algoritmo rielabora e trasforma? La vera bellezza risiede nell’interpretazione\, nell’emozione che un’immagine evoca\, indipendentemente dalla sua origine. \n\n\n\nQueste “INVASIONI SURREALI” sono un invito a osservare con più attenzione ciò che ci circonda e a riscoprire il piacere di soffermarsi sui dettagli. L’obiettivo non è solo sorprendere\, ma anche stimolare una riflessione sulla nostra percezione delle immagini e sul modo in cui la realtà può essere distorta o arricchita dalla fantasia. \n\n\n\nLa mostra\, intitolata “Invasioni Surreali e Riflessi di Verità”\, nasce dal desiderio di stimolare una riflessione sulla nostra capacità di osservare. Ogni fotografia ritrae una scena urbana notturna apparentemente ordinaria\, ma nasconde un elemento surreale\, volutamente fuori posto: una giraffa che attraversa una strada\, un gorilla seduto su una terrazza\, una luna piena che non c’ è o delle stelle che avrebbero voluto esserci. Questi elementi non sono solo un invito a osservare con maggiore attenzione ciò che ci circonda\, ma anche a riscoprire il valore dell’imperfezione e dell’imprevisto.
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SUMMARY:AAB - Associazione Artisti Bresciani: "Amore mio. Artisti Millennials"
DESCRIPTION:Millennials è una iniziativa nata quattro anni fa per dare nuova linfa e nuova struttura all’attenzione che storicamente AAB ha avuto nei confronti degli artisti delle nuove generazioni.“Giovani presenze” si chiamava in passato questo appuntamento\, entrato nella vita e nella tradizione di AAB e che è stato trampolino di lancio per tanti brillanti percorsi artistici. \n\n\n\nL’incontro con Ilaria Bignotti e Camilla Remondina che professionalmente monitorano\, orientano e incoraggiano – con puntualità e sagacia – una nuova generazione di artisti\, ha originato il percorso di Millennials. Dopo soli quattro anni\, proprio nell’anno i cui AAB diventa ottuagenaria\, Millennials diviene qualcosa di più: un format\, un percorso\, un progetto strutturato e organico. La collaborazione di AAB con MO.CA – affidato\, a sua volta\, alla supervisione artistica di Ilaria Bignotti – genera infatti quest’anno un doppio appuntamento: tre millennials “debuttanti” portano le loro opere\, ovvero la freschezza dei loro linguaggi\, nella nostra galleria\, mentre a MO.CA – Centro per le nuove culture in via Moretto tornano alcuni degli artisti che nei primi anni erano saliti alla ribalta dei Millennials in Vicolo delle Stelle.Il tutto in un progetto unitario\, utilmente dislocato su due sedi. \n\n\n\nIn tempi accelerati e convulsi è interessante vedere il percorso compiuto in questi anni e verificare i nuovi approdi di Alice Faloretti\, Manuel Gardina\, Silvia Inselvini\, Fabio Lombardi\, Francesca Longhini\, Serena Nicolì e Giovanni Rossi. Nomi diventati familiari al pubblico di AAB e di cui è interessante seguire i nuovi passi artistici.In AAB invece\, quest’anno scopriremo le inquietudini e le cifre espressive di Giada Crispiels\, Giovanni Gandolfi e Fabio Ingrosso. \n\n\n\nAAB non opera come galleria privata\, non agisce sul mercato\, non promuove commercialmente questo o quella artista. Però “investe” su questi giovani offrendo loro una ribalta di valore storico\, un catalogo che documenta a che punto è il loro percorso espressivo\, un pubblico avvertito e sapiente pronto a cogliere vocazioni autentiche e linguaggi innovativi. \n\n\n\nIl fatto poi che le curatrici abbiano scelto quest’anno un titolo evocativo e potente – “Amore mio” – in linea con le citazioni colte del passato\, conferma una delle ambizioni più radicali del ciclo Millennials: offrire uno specchio in cui artisti che oggi hanno fra i trenta e i quarantacinque anni mettono a nudo sogni e ambizioni\, origini e progetti\, e non lo fanno da soli ma in dialogo con coetanei egualmente generativi e impegnati. Millennials non ha un traguardo prefissato ma\, con questa nuova tappa\, si conferma un progetto ambizioso e previdente\, che ha davanti a sé un orizzonte senza steccati.
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SUMMARY:Natura Vaticinans
DESCRIPTION:L’esposizione riunisce cinque artiste del territorio bresciano\, di rilievo nazionale e internazionale\, il cui lavoro esplora il costante dialogo con la natura come entità profetica e vivente: Marta Roberti\, Anna Roberti\, Sabrina Baruzzi\, Caterina Perinetti e Francesca Damiano. Natura Vaticinans esplora il supercorpo\, entità attiva dal potere profetico\, attraverso una riflessione che indaga il legame simbiotico tra l’umano e il mondo naturale\, superando la dicotomia tradizionale tra umanità e animalità. In questa visione\, il corpo umano emerge come sistema animale integrato\, un microcosmo in dialogo costante con l’ambiente che lo circonda\, attraverso cui si manifesta una connessione ancestrale e predittiva. La natura\, in questa prospettiva\, si rivela come oracolo: uno spazio di connessione e memoria\, in cui l’essere umano si riscopre animale e l’habitat si trasforma in una protesi vivente. Le opere in mostra danno voce a questo dialogo sottile e misterioso\, aprendo varchi verso dimensioni invisibili e risvegliando un senso di appartenenza profonda alla vita nella sua interezza\, e restituendo all’umanità la consapevolezza di essere parte di un ecosistema più vasto e interdipendente. \n\n\n\nInstallazioni interattive\, erbari ad arazzo\, disegni\, stampe alchemiche\, assemblaggi e fotografie esplorano il rapporto tra corpo (vegetale\, animale e umano)\, natura e identità\, diventando strumenti di indagine esistenziale che invitano a riflettere sulla nostra appartenenza ad un ecosistema che va oltre il visibile.Natura Vaticinans non è solo una mostra\, ma una mostra di sole artiste. Questa presenza esclusiva invita ad una riflessione critica sul ruolo della donna nell’arte\, sul valore dell’inclusione e sulla necessità di superare gli squilibri di genere nel sistema artistico contemporaneo.
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SUMMARY:LIFE ART AL TEATRO BORSONI
DESCRIPTION:La mostra intende presentare al pubblico una selezione\, operata dalla Commissione giudicatrice\, di progetti ideati da ventisette artisti che hanno partecipato alla call artistica LIFE ART al Teatro Borsoni\, indetta da CTB – Centro Teatrale Bresciano\, in collaborazione con COMUNE DI BRESCIA e A2A S.p.A. e a cura di Valentina Ciarallo\, per la progettazione\, la realizzazione e l’installazione di un’opera d’arte permanente per gli spazi esterni del Teatro Borsoni a Brescia.La consistente partecipazione a questo bando da parte di artisti e studi di artisti noti a livello nazionale e internazionale\, di cui la mostra oﬀre una panoramica tesa a raccontare le diverse declinazioni progettuali emerse\, testimonia e raﬀorza il momento storico di grande fermento e cambiamento di prospettiva per la città di Brescia\, Città Europea in grado di attirare talenti e competenze\, dove il dialogo tra le culture e lo spirito pionieristico diventano due capisaldi che muovono le politiche dell’amministrazione.La call artistica non poneva limiti e vincoli nei linguaggi e nelle forme da utilizzare per l’ideazione dell’opera d’arte\, destinata a dialogare con il contesto culturale e urbano e\, innanzitutto\, con il nuovo Teatro della città.Si invitava a realizzare un’opera d’arte inedita e capace di raﬀorzare il senso del nuovo Teatro e amplificare la sua capacità di interconnessione e rigenerazione\, contribuendo al progetto di profonda riqualifica del quartiere di via Milano e di integrazione culturale\, già in atto da qualche anno.Come si evince passeggiando tra i progetti artistici esposti\, selezionati per la loro visionarietà\, per la loro capacità di dialogare in modo originale con il Teatro e con il quartiere\, per la ricerca storica\, culturale e sociale condotta\, per la sperimentazione di tecniche e materiali\, ognuno di essi sa porre in luce aspetti importanti della relazione tra il Teatro\, il quartiere\, le persone che vivono e abitano il contesto\, facendo risaltare d’altra parte la peculiarità del linguaggio creativo e l’originalità di ciascun artista.La mostra pone in luce anche alcuni aspetti centrali del dibattito culturale contemporaneo: il senso e il ruolo di un’opera d’arte pubblica e monumentale\, la relazione tra opera d’arte e contesto urbano e il rapporto tra opera e fruitore.Ciascun progetto esposto dichiara così la capacità e la volontà dell’arte di porsi in relazione con la vita nel suo fluire nello scenario urbano\, dialogando con un Teatro inteso non solo come luogo dove vengono messi in scena spettacoli ed eventi ai quali partecipare\, ma vero e proprio motore che attiva e pone in circolazione persone e linguaggi\, culture e immagini\, contaminando l’arte con la vita quotidiana\, e viceversa.
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SUMMARY:Arthur Vakarov: "Bielorussia: 30 anni di regime in 30 manifesti"
DESCRIPTION:MO.CA ospiterà la mostra del noto grafico bielorusso Arthur Vakarov. L’evento rappresenta un’importante occasione per riflettere\, attraverso il linguaggio visivo della grafica\, sulle tre decadi di governo autoritario in Bielorussia e sulle sue implicazioni politiche\, sociali e culturali. \n\n\n\nDurante l’inaugurazione interverranno autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale\, che offriranno il loro contributo per contestualizzare e valorizzare il significato della mostra. Porteranno i loro saluti: \n\n\n\n\nFederico Manzoni\, ViceSindaco del Comune di Brescia;\n\n\n\nGiovanni Rocchi\, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brescia;\n\n\n\nFilippo Perrini\, Presidente della CCDC Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura\n\n\n\nFrancesca Bazoli\, Presidente della Fondazione Brescia Musei;\n\n\n\nGiulia De Florio\, Presidente di Memorial Italia;\n\n\n\nYulica Yukhno\, rappresentante dell’Ambasciata libera della Belarus.\n\n\n\n\nA seguire\, interverrà Arthur Vakarov\, autore dei manifesti esposti\, che illustrerà il suo percorso artistico e il valore della grafica come strumento di denuncia e memoria storica. \n\n\n\nL’evento si configura come un’importante testimonianza della lotta per la libertà di espressione e dei diritti umani\, attraverso l’arte e la comunicazione visiva. Tutti sono invitati a partecipare per approfondire e confrontarsi su un tema di grande rilevanza internazionale.
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SUMMARY:Ma.Co.f: Gianpietro Moretti & Dorothy Bhawl "Metamorfosi & Incanto"
DESCRIPTION:Nella mostra “Metamorfosi e Incanto”\, le opere del maestro scultore Moretti dialogano con le fotogra-fie dissacranti di Dorothy in un affascinante incontro tra passato e presente.Gianpietro Moretti\, con la sua abilità nel creare forme armoniose e senza tempo\, evoca l’essenza atemporale della bellezza classica\, trasformando il marmo freddo in figure vibranti di vita. Le sue ope-re trasmettono un senso di eternità e immobilità\, radicate nella tradizione e nella maestria artigianale.Dorothy Bhawl\, d’altra parte\, utilizza la fotografia per trasformare la realtà in visioni oniriche e sur-reali. Attraverso la sua visione\, l’alchimia e la luce nello studio dello scultore\, le sue immagini rivelano mondi nascosti e mutevoli\, suggerendo una continua trasformazione e un viaggio nell’ignoto fonden-dosi con i soggetti candidi del Moretti . Le sue fotografie sono un invito a vedere oltre l’apparenza\, a esplorare le metamorfosi della realtà attraverso un obiettivo unico. \n\n\n\nInsieme\, le opere di Moretti e Bhawl creano un dialogo visivo che esplora la tensione tra staticità e cambiamento\, tra concretezza e illusione. La mostra invita il visitatore a riflettere sul concetto di bellez-za e trasformazione\, offrendo un’esperienza sensoriale avvolgente e incantevole.
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SUMMARY:Ma.Co.f: Michele Sartori "Inciampi"
DESCRIPTION:Un viaggio visivo tra attese\, deviazioni e imprevisti: “Inciampi” è la nuova mostra fotografica di Michele Sartori\, un’esplorazione artistica delle piccole interruzioni che segnano il nostro quotidiano. Attraverso immagini potenti e suggestive\, l’autore cattura momenti di fragilità\, resistenza e bellezza inaspettata. \n\n\n\nUn’occasione per riflettere sul valore dell’incertezza e sul fascino dell’imprevisto\, trasformando gli ostacoli in punti di osservazione privilegiati sulla realtà.
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SUMMARY:Ma.Co.f: Piero Zucchi "PAINTINGS - la fotografia come ispirazione"
DESCRIPTION:Piero Zucchi esplora il dialogo tra pittura e fotografia in una collezione unica che rivela la straordinaria connessione tra i due linguaggi visivi. In “Paintings: La fotografia come ispirazione”\, l’artista utilizza scatti fotografici come punto di partenza\, trasformandoli in opere pittoriche che reinterpretano luci\, ombre e dettagli con un tocco personale e originale. \n\n\n\nAttraverso il suo lavoro\, Zucchi ci invita a riflettere sull’intreccio tra realtà e immaginazione\, catturando emozioni che vanno oltre l’obiettivo fotografico. Un viaggio sensoriale dove la fotografia si fonde con la pittura per creare una nuova forma di espressione artistica.
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SUMMARY:Ma.Co.f: "Yesterday"
DESCRIPTION:In occasione del 60° anniversario dei concerti dei Beatles in Italia\, il Macof – Centro della Fotografia Italiana presenta la mostra “Yesterday”. \n\n\n\nL’esposizione raccoglie fotografie realizzate da: \n\n\n\nAgenzia FarabolaAgenzia DufotoMaria Vittoria BackhausGino BegottiGiorgio LottiCarlo Orsi
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SUMMARY:Barbara Sandri "Erano Fabbriche - Double Face"
DESCRIPTION:Personale di Barbara Sandri \n\n\n\n“Decentramenti produttivi\, dell’era post industriale\, hanno generato a Brescia immensi spazi sui quali emergono strutture abbandonate di grandi fabbriche metallurgiche e meccaniche dal fascino silente ed inatteso.Barbara Sandri dedica alle inquiete architetture industriali\, un tempo cuore pulsante del territorio\, un ciclo di opere dai colori forti e cangianti tramite composizioni “double face”\, acrilico-acquarello\, trasfigurando la loro memoria in una dimensione pittorica suadente e raffinata.Come sospesi in una visione trasognata queste “Cattedrali del Lavoro”\, isole del vissuto\, ci parlano di tempi lontani\, di sacrifici e passioni\, di ingegno e imprenditorialità anime pulsanti nella Città delle macchine e delle officine.Barbara Sandri\, con le sue accese tonalità\, riscopre suoni e immagini\, cuori e passioni di quel tempo scomparso\, operoso e formidabile\, quell’energia delle comunità lavorative sublimate nel fascino silenzioso del ricordo.Le tonalità\, vigorose e tenaci\, donano nuova vita a questi affascinanti vuoti metropolitani\, accendono le loro forme\, familiari e consuete\, ridisegnando un territorio\, apparentemente degradato\, dove solitudine e assenza si tingono di vita e speranza\, emozioni e vibrazioni nell’attesa di un nuovo impulso creativo e progettuale che Barbara evoca con i suoi colori aurorali e crepuscolari\, accesi e diafani lungo un percorso dalle inedite valenze espressive.” \n\n\n\nProf. Gianluigi Guarneri – Docente di Storia dell’Arte e Critico d’Arte
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SUMMARY:Steven Cavagna "Unruly"
DESCRIPTION:Steven Cavagna sbarca a Brescia con la sua “Unruly“\, indisciplinata. È la prima a volta a Brescia per l’artista che ha scelto questo prestigioso spazio nel cuore della città dedicato all’arte. Una mostra estremamente innovativa basata sull’uso della spugna come filo conduttore e racconto di una materia indisciplinata. Una materia che trova spazio dove non c’è e si esprime in diverse forme e colori. E’ da diversi anni che l’artista sta studiando l’utilizzo di questo materiale che l’ha incuriosito e fatto innamorare della sua capacità espressiva.  \n\n\n\nSteven è stato l’artista di punta della Capitale della Cultura Bergamo Brescia e lo scorso Luglio ha inaugurato le sue opere all’aeroporto di Bergamo con le Sindache Castelletti e Carnevali che si incontravano per la prima volta. Di lui si contano molte opere sparse su tutto il territorio nazionale e le sue produzioni hanno contaminato lo sviluppo turistico della città di Bergamo.
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SUMMARY:CUltuRIAMOCI: “Viviamo in un mondo del genere?” - Raccontare attraverso l’illustrazione e il fumetto
DESCRIPTION:La rassegna è organizzata da Medicus Mundi Italia in partenariato con Fondazione Collegio Universitario di Brescia – Ente gestore del Collegio Universitario di merito Luigi Lucchini\, Associazione SISM Segretariato Italiano Studenti in Medicina – Brescia – APS e Fondazione Punto Missione Onlus.Realizzata con il sostegno di Fondazione Comunità Bresciana (bando Multisettore 2023)\, con il contributo di Fondazione Museke Onlus\, BCC Brescia.Patrocinata dal Comune di Brescia – Assessorato alle pari opportunità\, dall’Università degli studi di Brescia\, dall’Ordine dei Medici e degli odontoiatri della Provincia di Brescia\, da EWMD\, dall’Associazione Donne\, Politica e Istituzioni.Realizzata in collaborazione con AIDOS\, il Centro Migranti ETS e la Scuola Internazionale di Comics\, Butterfly\, Casa delle Donne\, Ass. Cerchio degli uomini.La rassegna si avvale del patrocinio e della collaborazione di Confindustria Brescia\, CGIL Brescia e Valcamonica\, CISL Brescia e UIL Brescia. \, realtà da tempo impegnate e attente ai temi del rispetto della diversità e del contrasto alle violenze\, attraverso interventi in termini culturali e di sensibilizzazione sulle tematiche proposte dal progetto CUltuRIAMOCI.
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SUMMARY:Greta Abeni & Valeria Rizzo: "In Luce"
DESCRIPTION:La mostra presenta le opere di due artiste italiane\, entrambe residenti in Scandinavia\, che attraverso il loro stile unico esplorano le luci e le ombre dell’anima. Le loro tele diventano un luogo di dialogo intimo tra introspezione e bellezza\, dove i contrasti cromatici e l’equilibrio delle forme riflettono le complessità del mondo interiore. Vivendo immerse nei paesaggi nordici\, le artiste si ispirano ai giochi di luce e oscurità tipici di quelle latitudini\, trasformandoli in metafore visive per emozioni\, desideri e stati d’animo. Questa mostra è un invito a immergersi in un viaggio sensoriale\, capace di evocare riflessioni profonde sull’identità e sul legame tra ambiente e spiritualità.
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SUMMARY:FOCO - EXPOSING CONTEMPORARY PHOTOGRAPHY
DESCRIPTION:Inaugurazione in Sala Danze \n\n\n\nMO.CA – Centro per le Nuove Culture\, Ma.Co.F – Centro della Fotografia Italiana e LABA – Accademia di Belle Arti di Brescia sono lieti di annunciare l’apertura delle mostre della prima edizione di FOCO – Exposing Contemporary Photography\, un progetto nato con l’obiettivo di indagare i confini del linguaggio fotografico contemporaneo. \n\n\n\nDopo una partecipata open call\, rivolta ai fotografi tra i 18 e i 35 anni\, il comitato scientifico\, presieduto dal maestro della fotografia italiana Gianni Berengo Gardin e con la partecipazione di Maurizio Rebuzzini\, direttore di FOTOgraphia\, ha selezionato i progetti che verranno esposti. \n\n\n\nI lavori di 38 fotografi e 2 collettivi sono suddivisi in 5 mostre tematiche che esploreranno il linguaggio fotografico attraverso una varietà di soggetti\, stili e formati\, dalle stampe fotografiche tradizionali alle installazioni. Spaziando dalla tecnologia all’identità e dal concettuale al formale\, ogni artista proporrà una visione critica personale e inconfondibile. \n\n\n\nGli artisti che esporranno nella quinta mostra sono: Sofia Battaglia\, Beatrice Burlone\, Ilaria Calcinari Ansidei\, Davide Ferella\, Giulia Gasparini\, Luca Lavazza\, Chiara Mazzetti\, Desirée Prezioso
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SUMMARY:Ma.Co.f: Visite guidate Claudio Amadei "Nel blu\, dipinto di blu"
DESCRIPTION:Per tutte le domeniche di dicembre Claudio Amadei sarà presente per una visita guidata alla sua mostra “Nel blu\, dipinto di blu”
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SUMMARY:Elia Flores Fraile "Stare dietro"
DESCRIPTION:MO.CA ospita la mostra “Stare dietro” di Elia Flores Fraile\, una dei Makers Hub attualmente presenti a Palazzo\, in un’esposizione unica composta da 19 opere ricamate\, visibili nella loro interezza. \n\n\n\nIl percorso espositivo invita lo spettatore a un’esperienza attiva e immersiva: le opere\, con la loro doppia faccia\, spingono il visitatore a guardare oltre l’immagine e a scoprire nuove interpretazioni e simbologie. Elia\, attraverso i suoi ricami conviviali\, guida il pubblico a interrogarsi sul significato delle sue creazioni\, lasciando spazio a riflessioni personali. \n\n\n\nLe tele esposte sono il frutto di un’arte straordinaria: ogni ricamo presenta una corrispondenza quasi perfetta tra il fronte e il retro\, entrambi puliti\, ordinati e privi di fili sovrapposti. Eppure\, nonostante la loro somiglianza\, i due lati rivelano differenze profonde\, trasformando il retro del telaio in un vero e proprio libro di storie\, raccontate punto dopo punto\, filo dopo filo. \n\n\n\nI soggetti delle opere\, spesso legati al mondo del cibo\, si animano con una vitalità sorprendente. I fili tridimensionali sembrano pulsare e muoversi\, dando forma a volti\, mani\, piatti e alimenti. I cibi non sono semplici nature morte: i cavoli grezzi e crudi\, le lumache perfettamente impiattate\, ogni elemento racconta una storia\, evocando emozioni forti attraverso i colori\, le forme e i dettagli sensuali ed erotici.
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SUMMARY:FOCO - EXPOSING CONTEMPORARY PHOTOGRAPHY
DESCRIPTION:Inaugurazione in Appartamento Nobile \n\n\n\nMO.CA – Centro per le Nuove Culture\, Ma.Co.F – Centro della Fotografia Italiana e Accademia di Belle Arti LABA sono lieti di annunciare l’apertura delle mostre della prima edizione di FOCO – Exposing Contemporary Photography\, un progetto nato con l’obiettivo di indagare i confini del linguaggio fotografico contemporaneo. \n\n\n\nDopo una partecipata open call\, rivolta ai fotografi tra i 18 e i 35 anni\, il comitato scientifico\, presieduto dal maestro della fotografia italiana Gianni Berengo Gardin e con la partecipazione di Maurizio Rebuzzini\, direttore di FOTOgraphia\, ha selezionato i progetti che verranno esposti. \n\n\n\nI lavori di 38 fotografi e 2 collettivi sono suddivisi in 5 mostre tematiche che esploreranno il linguaggio fotografico attraverso una varietà di soggetti\, stili e formati\, dalle stampe fotografiche tradizionali alle installazioni. Spaziando dalla tecnologia all’identità e dal concettuale al formale\, ogni artista proporrà una visione critica personale e inconfondibile. \n\n\n\nGli artisti che esporranno nella quarta mostra sono: Javier Cecconi\, Stefania Guerini\, Paolo Pasquali\, Micaela Recchia\, Mizaru Zen\, Marcello Palazzolo\, Ivan Terranova\, Marco Zecchini.
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SUMMARY:Chiara Saleri: Sculture su Tela
DESCRIPTION:Il 20 novembre 1959\, l’Assemblea generale delle Nazioni unite approvava la Dichiarazione dei diritti del fanciullo. Esattamente trent’anni dopo\, il 20 novembre del 1989 veniva votata all’unanimità dagli Stati membri dell’Onu la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza\, che rafforza la tutela verso i minori\, ribadendo il “superiore interesse del bambino” in ogni atto\, pubblico e privato.  \n\n\n\nDa allora\, ogni 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In occasione di questa importante giornata l’artista bresciana Chiara Saleri presenta una mostra personale dedicata al mondo dell’infanzia.
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