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SUMMARY:And It Felt Like Home
DESCRIPTION:And It Felt Like Home\, personale di Flavia Spasari curata da Davide Paoletti\, è un progetto espositivo che propone una riflessione sul riconoscimento come esperienza di risonanza. Così come una voce prende consistenza solo nel momento in cui trova un corpo capace di farla vibrare\, anche l’identità si costituisce nel rapporto con ciò che le è esterno. L’alterità non interrompe il senso di appartenenza\, ma ne diventa la condizione di possibilità. Si può essere più vicini a sé stessi proprio nel momento in cui ci si scopre fuori dal proprio contesto\, quando inaspettatamente un territorio sconosciuto restituisce un’immagine di sé più nitida di quella offerta dai luoghi familiari.Le opere raccolte in mostra nelle sale neoclassiche del Mo.Ca abitano questo spazio di oscillazione tra presenza e ricerca\, tra memoria e immaginazione\, tra voce e ascolto. Scultura\, suono e immagine non documentano un’identità preesistente\, ma mettono in scena il processo attraverso cui essa si forma. Il riconoscimento non coincide con una conferma definitiva di ciò che si è; si tratta piuttosto di un evento fragile\, intermittente\, che si produce nell’incontro con persone\, luoghi e paesaggi capaci di risuonare con la nostra esperienza. Più che interrogare il tema dell’origine\, la mostra mette in discussione l’idea stessa che questa prenda avvio da un punto fisso. Ciò che chiamiamo appartenenza emerge come una pratica dell’ascolto: un continuo esercizio di attenzione verso quelle risonanze che\, inaspettatamente\, ci permettono di riconoscerci altrove. In questa prospettiva\, la voce diventa la metafora di un’identità sempre in divenire\, mentre il territorio si trasforma da luogo di provenienza a spazio di relazione. L’origine non è ciò da cui si parte\, ma ciò che\, a un certo punto del cammino\, ci risponde
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