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SUMMARY:LEVIATANO ROSA
DESCRIPTION:LEVIATANO ROSA è il titolo dell’esposizione artistica progettata per le Sale Neoclassiche del MO.CA – Centro per le nuove culture.La mostra si articola in cinque sale\, ognuna delle quali è affidata ad un membro del collettivo artistico LEV Prove tecniche di trasmissione: Matteo Beltrami\, Michela Benaglia\, Manuel Ghidini\, Kateryna Kovalchuk e Francesca Tarantino. Il gruppo nasce nel 2021 dalla volontà e dall’esigenza degli artisti di riflettere ed indagare le possibilità e gli effetti dell’azione artistica in rapporto al contesto politico e sociale presente.Il titolo della mostra ha origine dalla riflessione in merito alla figura mitica del LEVIATANO a partire dall’interpretazione di Hobbes fino alle trasformazioni nell’epoca contemporanea. Nella visione qui proposta\, l’animalesco e tremendo colosso muta la propria pelle e\, attraverso il colore ROSA\, indossa le vesti di un’infantile innocenza\, simula dolcezza ed esige la propria naturalizzazione garantendosi una certa misura di invisibilità e\, di conseguenza\, invulnerabilità. Questo Leviatano si mimetizza\, si adatta\, cambia forma e contesto\, rivelandosi onnipresente e manifestandosi spesso violentemente indipendentemente dalle aree geografiche e dalla classe d’appartenenza\, riuscendo persino a divenire intangibile\, incarnazione del potere nella sua forma più ambigua e sfuggente.L’onnipresente mostro\, percepibile attraverso i segni e le tracce che lascia sui corpi e sulle strutture relazionali\, rientra in ogni anfratto dell’esistenza ed è perciò inesauribile in un’unica operazione simbolica. Nelle sfaccettature delle molteplici sensibilità le opere\, attraverso vari linguaggi\, indagano la conquista del potere\, il suo mantenimento attraverso l’utilizzo della tecnologia\, l’utilizzo del corpo umano e le sue specificità\, la narrazione storica e l’intervento nello spazio pubblico delle azioni e delle immagini. \n\n\n\nCon l’intenzione di offrire temi di riflessione sono previsti cinque incontri con il pubblico nelle giornate di sabato e domenica: \n\n\n\n11 ottobre 2025\, alle 16:00\, presentazione della rivista “Propagazioni. Bollettino di esperienze di campo” e il collettivo “Terre Alt(r)e”12 ottobre 2025\, alle 17:00\, performance “Forme non razionali di resistenza”18 ottobre 2025\, dalle 15:00\, torneo di “Piscgame”\, videogioco di conquista territoriale19 ottobre 2025\, alle 17:00\, esperimento di E.S.P. giocando una partita di dadi per “Forme non razionali di resistenza”24 ottobre 2025\, alle 17:00\, performance “Un atto in potenza” di Kateryna Kovalchuk con la collaborazione di Ilaria Zanotti
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SUMMARY:Jeans. Blu quasi trasparente
DESCRIPTION:“Il fascino e il pericolo del Jeans oggi stanno nella sua universalità\, nell’essere un pezzo molto evidente di cultura planetaria che ci portiamo appiccicati al corpo: un significante universale perché ha attraversato tutti i significati.” Ugo Volli  \n\n\n\nNella complessa interazione tra moda\, arte e società\, pochi capi d’abbigliamento raccontano una storia tanto sfaccettata dell’umanità quanto il Jeans. La grande fascinazione suscitata dall’abito della “civiltà planetaria” è la sua imprendibilità. Il suo essere una sorta di pura energia cinetica che si dispiega autonomamente dalla dinamica del tempo. Di tempo in tempo\, di luogo in luogo il Jeans è stato un segno forte\, capace di rappresentare di volta in volta immaginari diversi\, per poi\, qualche anno o qualche chilometro più in là\, mutarli.  \n\n\n\nPartendo da queste riflessioni\, si sviluppa la mostra Jeans. Blu quasi trasparente\, una esposizione inclusiva\, sostenibile e aperta alla contaminazione delle culture che intesse opere di artisti mid-career di fama internazionale\, collettivi di artisti emergenti\, archivi e collezioni di moda e della fotografia: un vero e proprio viaggio inedito nelle trame e nella storia del Jeans. Scandito da parole chiave\, il percorso presenta opere d’arte contemporanea la cui anima e pelle sono di Jeans\, in dialogo con capi storici provenienti dalla preziosa collezione privata di Elleti Group Srl\, unica nel suo genere\, e con materiale dell’Archivio FSE\, il Fondo Cotonificio Legler. Il percorso in mostra parte dalle ORIGINI: il Jeans come simbolo dei workers\, qui rappresentato da un paio di Jeans “Boss of the Road” di un cercatore d’oro del Wild West di fine Ottocento\, dialoga con Adamo ed Eva\, due opere di Afran\, artista camerunense basato in Italia. Sono entrambi vestiti di Jeans\, dopo aver compiuto il primo affronto\, l’assaggio della mela\, nella storia dell’umanità.  \n\n\n\nNella seconda sala ha inizio la prima metamorfosi del Jeans: da abbigliamento emblema dell’onestà del duro lavoro a divisa della RIBELLIONE\, incarnazione del sé oltre gli “schemi di vita”. Qui un “Prisoners of War” della Seconda Guerra Mondiale fattosi reale nei suoi “Blue Bell PW” Jeans combatte le sue battaglie affiancato da un’inquieta Blue Panther\, omaggio di Afran a Martin Luther King. Alle spalle c’è lo scenario del Gold Rush\, la febbre dell’oro senza tempo\, nemico condiviso.  \n\n\n\nQualche sala più avanti dei “Jeans Lot 701” degli anni ’30\, tra i primi Western Jeans femminili\, ci ricordano i sovvertimenti\, gli EPICENTRI SISMICI di una società che da tradizionalista si avvia ad accogliere i mutamenti in atto. Accanto un omaggio di Renato Corsini allo scatto di Oliviero Toscani per la pubblicità del 1973 del brand Jesus Jeans\, prestito della Cavallerizza\, Centro della fotografia italiana di Brescia. Il fondoschiena di Donna Jordan – musa di Andy Warhol e allora compagna di Oliviero Toscani – meravigliosamente incorniciato da un paio di hot pants è sottotitolato dallo slogan “Chi mi ama\, mi segua”. L’accostamento e il contrasto di frasi ora appartenenti all’area semantica “sacra” a fotografie chiaramente provocatorie e di rimando “profano” hanno un effetto esplosivo. È Pier Paolo Pasolini\, sulle righe del “Corriere della Sera” del tempo a spiegarcelo: è il nuovo spirito della seconda rivoluzione industriale\, anticipatore dei valori che stanno mutando. Il tempo cambia\, ma il Jeans non muore mai\, tutt’al più invecchia integrando in sé l’evolvere del tempo. Così\, l’artista bresciano Federico Brognoli con la sua opera Epicentro del Blu\, un omaggio al rivetto brevettato da Levi Strauss nel 1873 per rinforzare i punti di maggiore trazione\, prova a ricordarci il rapporto privilegiato che il Jeans spartisce con la percezione della durata: la resiste e la supera\, impregnandosi dell’avventura e della vita di chi li indossa.  \n\n\n\nOgni lavaggio è una pagina girata\, il tempo vi scrive la sua memoria su uno sfondo sempre più pallido. E le MEMORIE sospese sono ben raccontate dall’installazione …e se poi ti dimentico? di Giulio Morini e dalla messa in scena in paesaggi onirici\, negli SCONFINAMENTI di un’umanità assente a sé stessa e teatralizzata da Vanni Cuoghi nelle sue tele.  \n\n\n\nOLTRE IL TEMPO e oltre il segno: i teli di denim dell’Archivio FSE\, fondo del cotonificio Legler\, come un mare in tempesta ci riportano alla sostanza delle cose: i Jeans\, da abito per i minatori\, diventano simbolo di “un’umanità immaginaria” o immaginata. Una umanità universale come quella raccontata da Xhenifer Jaupi\, tra le artiste del collettivo Lower Manhattan\, nel suo video Universale e planetario; una umanità atemporale e scolorita\, ma ancora viva e pulsante\, come suggerito da Michele Battagliola\, dei Lower Manhattan\, in Denim d’Usine. Una umanità corale come quella radunata da Informagiovani con la Open Call: il mio Jeans simbolo della CIVILTÀ PLANETARIA che abita il MO.CA.  \n\n\n\nCiò che manca al Jeans\, va detto\, non è solo il senso della fine\, ma anche e soprattutto il senso della finalità: la pretesa di poter conoscere prima del suo raggiungimento la meta del nostro “essere in cammino”. Nella sua materia il Jeans non anticipa ciò che succederà\, semplicemente dà sostanza ai contorni indefiniti di una visione\, di ciò che non è ancora reale\, visibile all’occhio. E che solo I VISIONARI possono vedere. Come Laocoonte\, il sacerdote cantato da Virgilio nell’Eneide\, qui fatto vivo nelle trame di Jeans con cui Afran lo riveste e fatto gesta nel video della performance Come il Jeans veste il corpo\, così il corpo veste il Jeans di Arianna Lecci dei Lower Manhattan. Il Jeans\, qui\, nella sua versione contemporanea e maneggiato abilmente dagli artisti acquisisce un potere di divinazione concentrato sui domini più misteriosi della rêverie umana. LE ORIGINI\, LA RIBELLIONE\, MEMORIE\, EPICENTRI SISMICI\, LA CIVILTÀ PLANETARIA\, SCONFINAMENTI\, I VISIONARI\, OLTRE IL TEMPO: le visioni si fanno reali e le parole fili del racconto nelle mani di Viva Vittoria OdV: parole che chiudono il percorso della mostra a ricordarci\, parafrasando Henri Focillon\, “che la mano lavora anche nello spirito”.  \n\n\n\nJeans. Blu quasi trasparente.
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SUMMARY:Laboratorio di fotografia - Tutti in TRAP
DESCRIPTION:Laboratori multimediali creativi per giovani (12-21 anni) \n\n\n\nDa settembre 2025\, Tutti in TRAP propone un percorso di otto incontri gratuiti che unisce educazione\, prevenzione e sperimentazione artistica attraverso la fotografia. \n\n\n\nIl progetto si apre con quattro appuntamenti a carattere psicoeducativo\, dedicati a temi fondamentali per i ragazzi e le ragazze: il riconoscimento e la gestione delle emozioni\, la comprensione dei meccanismi di dipendenza (da sostanze e comportamentali)\, l’analisi dei fattori di rischio e la valorizzazione dei fattori protettivi. \n\n\n\nNella seconda parte del percorso\, i partecipanti entreranno in un laboratorio pratico condotto dal fotografo professionista Riccardo Ambrosio. Attraverso tecniche fotografiche ed esperienze condivise\, i giovani potranno rappresentare idee\, pensieri ed emozioni emersi nei primi incontri. Saranno protagonisti delle immagini\, sperimentando la fotografia come strumento espressivo e creativo per raccontarsi e dare forma alla propria identità. \n\n\n\nCalendario incontri \n\n\n\n\nSettembre: lunedì 8\, 15\, 22\, 29 | ore 15.00 – 18.00\n\n\n\nOttobre: lunedì 6\, 13\, 20\, 27 | ore 15.00 – 18.00
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SUMMARY:DANIELE FABRIS + LOREM
DESCRIPTION:DANIELE FABRIS Sound installation/Live set | Decenter Daniele Fabris presenta “Decenter”\, la sua più recente ricerca e produzione artistica\, sotto forma di installazione sonora. L’album omonimo\, pubblicato dall’etichetta Superpang\, esplora paesaggi sonori immaginari\, composti da prospettive decentrate\, particelle sonore distribuite e comportamenti spaziali dinamici. La pratica artistica di Fabris si distingue per l’integrazione organica tra design e sviluppo tecnologico degli strumenti\, che divengono parte intrinseca del processo creativo. I suoni dell’installazione emergono attraverso strumenti digitali appositamente progettati per la produzione e l’orchestrazione di audio spazializzato\, i quali vengono diffusi tramite un acusmonium – un sistema di altoparlanti specializzati\, costruiti dallo stesso artista per generare ambienti sonori immersivi. L’installazione esplora l’intima relazione tra suono e spazio\, invitando l’ascoltatore ad immergersi in un ambiente acustico dinamico\, capace di modellare l’esperienza sensoriale attraverso una complessa trama sonora tra movimenti e risonanze. Il dialogo tra le proprietà acustiche dell’ambiente fisico e le potenzialità creative offerte dalle tecnologie audio permette di sviluppare un linguaggio performativo in cui la dimensione spaziale diventa parte integrante della composizione musicale. Gli strati sonori si intrecciano\, creando una geografia uditiva che ridefinisce continuamente i confini percettivi. Lo spazio diventa un organismo vivo che respira\, vibra e dialoga con chi lo abita. L’ascoltatore non è più osservatore esterno\, ma parte integrante di un ecosistema sonoro in continua evoluzione\, dove i suoni si riflettono\, si stratificano e si trasformano.  \n\n\n\nDaniele Fabris è un designer sonoro che si occupa di informatica musicale operando all’intersezione tra suono e spazio nella musica elettronica. La sua attività riguarda la progettazione di strumenti audio e lo sviluppo di contenuti e ambienti per performance e installazioni multimediali. Si forma tra il Conservatorio di Vicenza (IT) e l’Institute of Sonology de L’Aia (NL). Attualmente è dottorando in un progetto internazionale di ricerca applicata su arti e patrimonio culturale\, con un focus su soluzioni innovative per l’interazione e l’immersione sonora. Collabora con il centro di ricerca STEIM ad Amsterdam\, SPAES Lab e Monom a Berlino\, INTORNO Labs a Barcellona\, EMS di Stoccolma\, operando in diversi collettivi tra cui Umanesimo Artificiale\, Hide Productions\, Oscilla Creations e OuterFields.  \n\n\n\nLOREM Live set A/V nasce da un processo infinito di ricampionamento\, ricomposizione e apprendimento. Time Coils AV set è un’odissea sonora che si addentra negli strati liminali dell’emozione\, una raccolta eclettica di materiali audio che si fondono in uno strano assemblaggio vivente. La performance AV è una riflessione sull’essenza dell’intertestualità e ci spinge verso un approccio transpersonale in cui l’identità non è più ancorata all’originalità\, ma è piuttosto plasmata dalla miriade di relazioni instaurate con il mondo circostante.  \n\n\n\nLOREM è un’identità individuale/multipla che lavora attraverso il suono e i media\, esplorando gli stati di coscienza e le serie di dati emozionali attraverso esperienze AV narrative viscerali. Dopo diversi anni di ricerca nel campo del Machine Learning per le arti\, LOREM ha iniziato a espandere i confini della propria ricerca\, sviluppando un linguaggio sonoro e visivo unico\, frutto della convergenza di approcci diversi. LOREM ha collaborato con una vasta gamma di artisti e ricercatori\, tra cui: Danny Elfman\, Blixa Bargeld (Einturzende Neubaten)\, MAEID Bureau\, Pinch\, Acre\, De Santis Shabara\, Senyawa\, Mario Klingemann\, Silvia Costa e altri. Il lavoro di LOREM è stato esposto in vari contesti istituzionali e festival come Ars Electronica\, Biennale di Venezia\, Opéra de Lille\, London Design Biennale\, Berlin Transmediale\, NXT Museum Amsterdam\, Sheffield International Documentary Festival\, Museo Triennale di Milano\, HEK Basel\, Festival de la Imagen Colombia\, L.E.V. Gijon\, Elektra BIAN (Digital Arts Biennale) di Montreal e KW Berlin. LOREM è diretta da Francesco D’Abbraccio – condirettore di Krisis Publishing – una piattaforma editoriale e curatoriale incentrata sull’impatto della cultura mediatica sui contesti contemporanei. \n\n\n\n14.00 – 19.00\, Sala Danze: sound installation di Daniele Fabris (ingresso gratuito fino alle ore 19.00); 21.00\, Sala Danze: live set di Daniele Fabris (intero 5€\, ridotto under 25\, over 65\, residenti locali e studenti 3€) 22.00\, Teatro Idra: live set i Lorem (intero 5€\, ridotto under 25\, over 65\, residenti locali e studenti 3€) TICKET SERATA INTERA (intero 8€\, ridotto under 25\, over 65\, residenti locali 5€\, studenti 3€)
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