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SUMMARY:MO.CA Talks
DESCRIPTION:MO.CA Talks è il nuovo ciclo di incontri pubblici co-prodotto con le realtà residenti di Palazzo Martinengo Colleoni. Uno spazio di confronto aperto\, informale e rigoroso al tempo stesso: per guardare il presente da prospettive diverse\, sviluppare linguaggi di lettura condivisi e cercare — insieme — vie d’uscita.La prima stagione si intitola Non ci sono parole e si articola in quattro temi\, ciascuno sviluppato in tre incontri: dodici appuntamenti da aprile a dicembre 2026 che attraversano le grandi domande della convivenza contemporanea.Ogni incontro prevede una domanda di partenza\, un moderatore\, tre ospiti. Una seconda parte informale al bistrot\, aperta alle domande del pubblico. Diretta streaming sul canale YouTube di MO.CA.Calendario: Non c’è nessuno: 9 aprile\, 23 aprile\, 7 maggioLe residenze artistiche come modello di convivenza: il rapporto tra artista\, ricerca e comunità ospitante. \n\n\n\nNon c’è spazio: 21 maggio\, 4 giugno\, 18 giugnoConservazione\, ambiente e commercializzazione: a chi appartiene uno spazio e chi decide chi può abitarlo. \n\n\n\nNon c’è memoria: 24 settembre\, 8 ottobre\, 22 ottobreArchiviare il presente per orientarsi nel futuro: il vissuto che sfugge e i linguaggi che ancora non abbiamo. \n\n\n\nNon c’è futuro: 5 novembre\, 19 novembre\, 3 dicembreDa che parte ci giriamo per guardare avanti: dialogo intergenerazionale\, tempo non lineare\, la lingua del domani.  \n\n\n\nProssimo appuntamento — 18 giugno\n\n\n\nNon c’è spazio – Leggere\, abitare e costruire la tua città europea — Capitolo 3 \n\n\n\nL’identità degli spazi: il tempo a MO.CADi come il tempo cambia uno spazio e la sua identità. Il racconto della trasformazione di MO.CA ci serve per interrogarci sulla permeabilità\, sulla rigidità e sull’adattabilità degli spazi. Per discutere degli spazi occupati dalla cultura: in equilibrio tra mercificazione\, elitarismo e cultura di massa. \n\n\n\nCon: Giuseppe Ge (Touring Club)\, Virginia Sommadossi (Centrale Fies)\, Roberta Mastropirro (Stecca3) \n\n\n\n \n\n\n\nSala Talk\, MO.CA | ore 18.30 | Ingresso libero
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SUMMARY:Laboratorio Multimediale Educativo: CREIAMO UN PODCAST
DESCRIPTION:In collaborazione con Oliver Marco Dawson\, autore radio/televisivo e fondatore dell’etichetta discografica “Pluggrers”. Un laboratorio per creare il tuo podcast dall’inizio alla pubblicazione\, guidato da un autore esperto. Verranno affrontati temi legati alla prevenzione delle addiction e alla gestione emotiva. Porta la tua idea e realizzala con noi!
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SUMMARY:Wonderland Talk con Claudia De Lillo (Elasti)
DESCRIPTION:Un momento di ascolto e scambio informale e un’occasione per conoscersi\, condividere strategie e trasformare il dibattito in un’opportunità di crescita per la propria comunità scolastica. Sarà 𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐞 𝐋𝐢𝐥𝐥𝐨 ad aprire la riflessione e il dialogo sulle sfide educative attuali. \n\n\n\n𝐖𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐥𝐚𝐧𝐝 𝐓𝐚𝐥𝐤 – 𝐄𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐖𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐥𝐚𝐧𝐝 𝐌𝐚𝐠𝐚𝐳𝐢𝐧𝐞 🗣️ 𝐼 𝑊𝑜𝑛𝑑𝑒𝑟𝑙𝑎𝑛𝑑 𝑇𝑎𝑙𝑘 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑝𝑎𝑧𝑖 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑎𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑜𝑓𝑓𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑑𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑟𝑖 𝑜𝑐𝑐𝑎𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑖𝑎𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑎𝑢𝑡𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐𝑜\, 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑜𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑎𝑓𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑒.
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SUMMARY:Emozioni all'avanguardia. Gianfranco Bonomi e l'arte degli anni Sessanta e Settanta
DESCRIPTION:Dal 12 settembre\, lo Spazio espositivo del MO.CA – Centro per le Nuove Culture ospita Emozioni all’avanguardia. Gianfranco Bonomi e l’arte degli anni Sessanta e Settanta. La mostra è dedicata a tredici artisti dell’arte italiana e internazionale che\, tra i due caldi decenni a cavallo del Sessantotto\, ha saputo rifondare i linguaggi visuali con potenza iconica e densità semantica\, affrontando i fondamenti dell’opera con coraggio e innovazione. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare la straordinaria collezione di arte moderna e contemporanea di Gianfranco Bonomi (Lumezzane\, 1939)\, artista e mecenate\, in larga parte ancora inedita\, ponendola in dialogo con undici opere da lui stesso realizzate.Il progetto è reso possibile grazie all’impegno di Serena Bonomi\, figlia di Gianfranco Bonomi e alla guida della sua Collezione\, affiancata da Ilaria Bignotti\, curatrice scientifica della Collezione\, e da Camilla Remondina\, con la collaborazione di Pamela Addessi. Artista sistematico e allo stesso tempo appassionato collezionista\, sin dagli anni Settanta Gianfranco Bonomi ha seguito con attenzione lo svilupparsi delle nuove avanguardie e ha messo a punto una eccellente raccolta di opere attraverso indagini e scelte coerenti\, sostenendo con grande lungimiranza tendenze artistiche del tutto originali per l’epoca. Pur nella specificità dei singoli linguaggi\, infatti\, i tredici artisti in mostra hanno condiviso una forte tensione innovativa\, con il desiderio di superare la tradizionale staticità dell’opera coinvolgendo attivamente lo spettatore in nuove forme di percezione. Se ciascuno di loro ha saputo applicare con ordine e metodo i principi cromatici\, costruttivi e plastici dell’immagine\, la loro indagine suscita sempre una intensa emozione dettata dalle libere associazioni mentali e sensoriali\, che proiettano il rigore della geometria verso nuove possibilità poetiche. Edoardo Landi\, tra i cofondatori del Gruppo N di Padova\, in esposizione con una tela e un disegno\, definisce infatti la sua ricerca come “una esperienza in continuo divenire che\, nella sua identità si definisce come un “essere”.” Le forme si liberano\, si compenetrano e invadono lo spazio circostante\, in un’ammaliante messa in scena del potenziale visivo e creativo dell’umanità. Va evidenziato come la rassegna si inserisca in un momento di rinnovata attenzione internazionale verso queste pratiche artistiche\, testimoniata da mostre e acquisizioni da parte di istituzioni fondamentali per il panorama dell’arte contemporanea. Tra i nomi in mostra\, va evidenziato quello di Marina Apollonio\, attiva nel panorama dell’arte programmata e cinetica dagli anni Sessanta\, che è stata recentemente al centro di importanti riletture museali attraverso una grande retrospettiva presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e l’ingresso nelle collezioni della Tate Modern di Londra. Di particolare spicco sono dunque le presenze femminili\, tra cui si annoverano anche Franca Squatriti\, raffinata artista che ha fatto dell’astrazione geometrica un modulo continuamente mutevole di ricerca\, e Grazia Varisco\, fondatrice del Gruppo T di Milano\, sorto alla fine degli anni Cinquanta e considerato pionieristico per le riflessioni sul rapporto tra tempo\, spazio e percezione\, in cui\, afferma la stessa\, “il rigore di base viene alterato\, o smentito\, o messo in dubbio”. Un altro protagonista nel campo delle illusioni percettive è sicuramente Paolo Scirpa\, le cui indagini ottiche su luce e spazio conducono lo spettatore in una dimensione visiva sospesa tra realtà e infinito\, che egli stesso definisce il “movente” del suo operare. Fondamentale anche la presenza di Bruno Munari che ha saputo intersecare arte\, design e pedagogia con esiti sorprendenti\, capaci di trasformare l’esperienza artistica in un momento di scoperta e interazione. Vanno poi menzionati importanti maestri internazionali\, da Joël Stein a Jorrit Tornquist: il primo tra i promotori del Groupe de Recherche d’Art Visuel (GRAV) in Francia\, il secondo noto anche nel territorio bresciano per i suoi monumentali interventi cromatici\, tra cui la Galleria Tito Speri e il Termovalorizzatore cittadino. Di origine italiana ma prevalentemente vissuto a Buenos Aires\, si deve a Salvador Presta la costituzione del Movimento MADI\, nato a Buenos Aires con la volontà di indagare le potenzialità artistiche liberate da imposizioni figurative\, esplorando tutte le dimensioni della ricerca visuale. In mostra vi è una sua opera appartenente al ciclo dei preziosi e rigorosi “mobiles”\, sculture galleggianti nel vuoto che\, attraverso raffinate associazioni di forme cubiche di diverse dimensioni e colori\, compongono disegni spaziali di grande poesia e invitano lo spettatore ad una gioiosa e attenta contemplazione\, carica di suggestioni. Nella sua pluralità di linguaggi\, il progetto offre dunque la straordinaria occasione\, raramente disponibile al pubblico\, di poter ammirare\, assieme alle opere in formato 100×100 centimetri\, il loro disegno progettuale\, spesso destinato a restare nei cassetti di un archivio e oggi invece chiamato a raccontare il processo ideativo e creativo di alcuni lavori esposti. Gianfranco Bonomi è infatti stato un collezionista all’avanguardia anche nell’aver conservato i bozzetti degli artisti\, molti dei quali suoi amici e tutti sostenuti con costanza nella loro ricerca sperimentale. Da qui la scelta di presentare in mostra anche una raccolta di undici grandi opere di Bonomi stesso che\, ispirato da questi nuovi orizzonti percettivi\, sviluppa la sua personale produzione basandosi su patterns geometrici e composizioni cromatiche. L’attenzione ai contenuti estetici ed anche etici della ricerca\, il valore educativo e formativo consegnato alle arti visuali\, l’importanza del tempo quale custode di conoscenza ed esperienza sono tutti aspetti cruciali che la mostra pone in evidenza\, arricchendosi di una sezione dedicata alle pubblicazioni storiche raccolte da Gianfranco Bonomi sugli artisti sostenuti ed offrendo al pubblico la possibilità di sfogliare pagine di storia dell’arte d’avanguardia\, poetiche e rivoluzionarie assieme.Completa l’esposizione il catalogo contenente tutte le opere esposte\, vedute dell’allestimento e testi di Ilaria Bignotti\, Gianfranco Bonomi e degli artisti selezionati.
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