Felice Andreoli: Petit Cadre
Inaugurazione Sabato 10 settembre dalle ore 17.30 alle ore 19.00
Inaugurazione seguita da un piccolo buffet per tutti.
Inaugurazione Sabato 10 settembre dalle ore 17.30 alle ore 19.00
Inaugurazione seguita da un piccolo buffet per tutti.
Il collettivo IOCOSE, nato nel 2006 da quattro artisti (Matteo Cremonesi, Filippo Cuttica, Davide Prati, Paolo Ruffino), indaga il modo in cui le narrazioni sul progresso tecnologico producono miti, promesse e aspettative che lasciano tracce sul presente.
Guidati da un interesse per il paradossale, negli ultimi anni IOCOSE si sono concentrati sull’esplorazione del movimento del New Space, ossia sulla corsa ai viaggi spaziali e sulla conquista dello Spazio spesso associate a figure iconiche come i CEO della Silicon Valley californiana. Questo perché il movimento del New Space catalizza alcuni aspetti importanti della ricerca artistica di IOCOSE, come: la nascita di narrazioni che propongono visioni di miglioramento ed emancipazione collettiva; l’uso di un linguaggio simbolico che mira a suggestionare il pubblico anche attraverso la figura del genio; e il fatto che il mito della conquista dello Spazio è spesso avvolto da una certa sacralità — si pensi a come la creazione tecnologica venga spesso paragonata a quella divina.
Nell’opera presentata a MO.CA – Centro per le nuove culture, IOCOSE ha lavorato con i residui di queste narrazioni per presentare un’opera sul tema dello ‘spostare il mondo in avanti’ che è stata concepita per entrare in dialogo con l’architettura di Corso Cavour usando la tecnica della prospettiva anamorfica.
L’immagine 3D sulla facciata del palazzo presenta delle mani che sono intente a spostare in avanti una serie di oggetti: un libro, una tazzina, un gadget elettronico, una scarpa, una pinza e un pianeta. Le mani, spesso gesticolanti, sono di frequente protagoniste delle narrazioni sul progresso, ma sono anche cariche di significati molteplici. Tra questi c’è l’evocazione della tradizione iconografica sulla buona ventura, sia religiosa che non: dal dito dell’incredulo San Tommaso di Caravaggio che verifica la realtà di ciò che vede, a quello che indica una connessione tra sfere diverse come quello nel Giudizio Universale di Michelangelo, e paradossalmente, quello del chiromante che legge i palmi di chi vuole conoscere il futuro. Tali simbologie e linguaggi sono però oggi riappropriati principalmente dalla Silicon Valley e dall’industria di massa per promuovere nuovi futuri utopici — basti pensare al cursore a forma di indice nell’interfaccia grafica del desktop che usiamo tutti i giorni.
Il dito della Silicon Valley e dell’industria di massa però è un dito che indica una direzione, precisa ed univoca, suggerendo un percorso che ci viene proposto come la soluzione per perseguire il progresso, e quindi il futuro. In “Moving the World Forward”, IOCOSE mette in discussione questa univocità: qui tutto può essere accelerato, tutto può essere spostato in avanti, e avvicinato alla sua utopica, magari anche fallimentare, destinazione.
Il Dams si mette in mostra.
Un’esposizione fotografica, Scatti di Liberty. Brescia, città e industria e un evento teatrale multimediale, Come fiori nel cemento – Un passo nel liberty industriale, a conclusione dei laboratori del corso di laurea in Discipline delle arti e dello spettacolo, dal 16 al 21 giugno, negli spazi di MO.CA.
Il DAMS dell’Università Cattolica – Sede di Brescia presenta la mostra fotografica Scatti di Liberty. Brescia, città e industria ospitata al MO.CA, Centro per le nuove culture di Brescia nella Sala degli Amorini. Curata dagli studenti del laboratorio Evento d’Arte (Anita Papa, Mara Pizzamiglio, Mariavittoria Castellani, Mariavittoria Galeazzi, Marta Rancani e Morris Bellini, coordinati da Daniele Perra), la mostra raccoglie un’ampia selezione di fotografie a colori e in bianco e nero, frutto del lavoro degli studenti del laboratorio di foto documentazione di Beni Culturali, tenuto dal prof. Bob Tyson e degli studenti del corso di storia dell’arte contemporanea – Benedetta Signori, Diletta Gregorello, Elisa Bertoglio, Elisa Pinna, Giulia Pini, Martina Colagiorgio, Rebecca Boroni e Vittoria Gasparin — coordinati da Elena Scuri.
Il progetto vede per la prima volta la cooperazione dei tre curricula del DAMS e si dispiegherà in un percorso a più tappe: la mostra fotografica, quattro proposte audiovisive presentate in un evento teatrale multimediale dal titolo Come fiori nel cemento – Un passo nel liberty industriale, a cura degli studenti del corso DAMS in regia audiovisiva live e multimedia, tenuto da Ermanno Nardi, che hanno sviluppato uno spettacolo performativo itinerante, insieme agli studenti del corso in regia audiovisiva, tenuto da Enrico Ranzanici, che hanno prodotto quattro video installativi che si inseriscono nel percorso teatrale. L’evento, ad ingresso libero, sarà strutturato in quattro turni (massimo venticinque persone l’uno) per una durata complessiva di circa 40 minuti.
La mostra è un viaggio per immagini nella Brescia del lavoro, alla riscoperta dello stile liberty che si è diffuso in città a partire dalla fine dell’Ottocento e si è espresso come alternativa all’eclettismo storicista con il quale si è spesso fuso e confuso. Nell’esterno degli edifici gli elementi decorativi preponderanti sono quelli floreali e vegetali mentre il ferro battuto e il cemento sono i materiali preferiti di questo stile.
La città industriale sarà quindi esplorata nel suo lato artistico e creativo, spesso dimenticato o trascurato.
Gli scatti sono dedicati all’architettura industriale bresciana riconvertita di Borgo Wührer e ad alcuni edifici liberty: Palazzo Pisa, Casa Migliorati, Casa Capretti, Palazzo piazza Paolo VI, Villa Negri, Casa di Via Solferino 16, Casa Via Solferino 38-42.
Il 21 e 22 maggio 2022 inaugura a Brescia e nella sua provincia Meccaniche della Meraviglia, l’iniziativa, giunta alla sua XVI edizione, che vede alcuni degli autori più interessanti della scena artistica contemporanea italiana presentare le loro installazioni e le loro opere site-specific all’interno di luoghi particolarmente suggestivi, ma poco conosciuti o addirittura inaccessibili al pubblico.
Per l’occasione abbiamo curato la mostra: Nicola Fornoni. Take a breath and let it go
Il duo di artisti attivo dal 2014 torna a sperimentare e condividere la propria visione proponendo Combattenti disarmati. I lavori in mostra parlano non di un luogo perso, non un altrove, ma spazio concreto di faccende. Nella trama di sogni e di vicende, una mappa diversa e parallela. La mostra viene presentata in occasione di Superspettro — Obstacle Illusion by Thollem + ACVilla Live (USA).
“Noi …e le nostre strambate” è una mostra fotografia che racconta di nove donne, toccate dal tumore al seno, che si incontrano a veleggiare per mare e stringono un legame d’amicizia profondo. Dopo un anno decidono di raccontare la propria storia mettendosi a nudo davanti all’obiettivo, con lo scopo di trasmettere al visitatore le emozioni contrastanti che si provano in un percorso di malattia, supportate da un’intensa amicizia.
Ogni scatto è stato inserito all’interno di un’installazione artistica. Le due arti visive si integrano per trasmettere al meglio le emozioni di queste donne.
La mostra vuole portare l’attenzione sulle azioni e conseguenti reazioni che si innescano e si intrecciano dal momento in cui si entra ufficialmente nello status di “malato di cancro”. Si vuole invitare il visitatore a una sensibilizzazione rispetto alla condizione di una persona con tale diagnosi, che chiede di non giudicare diverso ciò che non si conosce.
SALA SCACCHI: “Frullani” 30 marzo- 15 maggio
SALA EX MACOF : “Pasolini” 30 marzo- 24 luglio
GALLERIA MACOF “tu non vedi” 23 aprile- 15 maggio
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 15.00 alle 19.00
PERMANENTE MACOF
30 marzo- 15 maggio – BRAGADINA + BECCHETTI
15 maggio- 16 giugno – PIAZZA + AMADUZZI + GARGHETTI
18 giugno- 24 luglio – DI LORENZO + RAFFINI + PARECH
L’edizione 2022 del Brescia Photo Festival, curata da Renato Corsini, promossa dal Comune di Brescia, dalla Fondazione Brescia Musei e dal MaCof – Centro della fotografia italiana, in programma per aprile del prossimo anno, ruoterà attorno al tema “Le forme del ritratto”, una sorta di viaggio internazionale tra le molteplici declinazioni che questo argomento ha assunto nella storia della fotografia mondiale. Come da tradizione, molti saranno i siti coinvolti dal Brescia Photo Festival, a partire dal Museo di Santa Giulia, al Mo.Ca e negli altri luoghi sia della città che della provincia, nei quali si tornerà anche a svolgere, nella prospettiva del termine della emergenza pandemica, eventi collaterali come laboratori, incontri con autori e progetti speciali.
Brescia Photo Festival 2022 omaggerà Edward Weston (1886-1958), uno dei maestri della fotografia del Novecento, con una grande mostra dal titolo The Weston Photographers, che riunirà, per la prima volta, le opere di Edward Weston, dei suoi due figli Brett e Cole, e della nipote Cara. L’esposizione, curata da Filippo Maggia, co-prodotta con Skira, realizzata direttamente con la famiglia Weston, presenterà oltre 80 opere dei quattro fotografi, di cui 40 del solo Edward Weston.
Saranno proposti tutti i suoi maggiori capolavori: dai ritratti plastici, inclusi quelli di Tina Modotti, Diego Rivera e Guadalupe de Rivera, ai celebri nudi femminili che molto scalpore suscitarono allora; dalle dune di sabbia agli oggetti comuni trasformati in sculture, come “Excusado”, un water ritratto in primissimo piano, sino ai celebri ortaggi: peperoni, carciofi, cavoli. Immagini che hanno segnato la storia della fotografia del secolo scorso, traghettandola dalla rappresentazione della realtà in chiave pittorialista verso un’innovativa interpretazione modernista e surrealista, che fa di lui uno dei maestri assoluti della fotografia mondiale.
Sulla scia del capostipite, Brett Weston amplia la sua ricerca al paesaggio, disegnando forme geometriche e astratte grazie a un sapiente utilizzo della luce e a una stampa raffinatissima. Cole Weston segue invece una strada differente, privilegiando il colore che a partire dagli anni settanta andava affermandosi e, pur riferendosi sempre alla natura quale campo d’indagine, concentra il suo sguardo sul dettaglio e sulla materia, regalando inaspettate forme primitive. Infine, quasi fosse una sintesi di tutte queste esperienze, Cara Weston aggiorna i vari campi d’interesse cari ai Weston lavorando con pari intensità sul paesaggio -specificandone alcune declinazioni quali cieli e mari -, architettura, dettagli che divengono forme astratte, natura nelle sue molteplici rappresentazioni, dalle piante agli animali, sino alle persone.
Oltre ai Weston, il Brescia Photo Festival ricorderà autori quali Maurizio Frullani, con un focus sui ritratti al femminile nella “sua” Eritrea, realizzati tra il 1993 e il 2000 nella Massaua piagata dalla guerra, entrando nelle case, nei cortili, nei laboratori, nei quali la magia del medium fotografico si fonda con l’umanità dell’artista, o Mario Dondero, con una serie dei suoi “ritratti dell’intelligenza”, Fabrizio Garghetti, che dalla metà degli anni ‘60 ha documentato le avanguardie artistiche italiane, Santi Visalli con il lavoro sulle star del cinema, della società e del costume del Novecento, o del fotografo indiano N.V. Parekh con i suoi reportage da Mombasa. Non mancherà una mostra tematica sulla storia del ritratto dal dagherrotipo al selfie.
Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini al Macof sarà allestita la mostra Pier Paolo che già nel titolo identifica una visione intimista del grande intellettuale. Il rapporto con la madre, la passione per il calcio e le amicizie sono i temi che l’esposizione si prefigge di evidenziare con una serie di fotografie (alcune inedite) scattate da importanti autori italiani.
MOSTRE:
SALA SCACCHI: “Frullani” 30 marzo- 15 maggio
SALA EX MACOF : “Pasolini” 30 marzo- 24 luglio
GALLERIA MACOF “tu non vedi” 23 aprile- 15 maggio
PERMANENTE MACOF
30 marzo- 15 maggio – BRAGADINA + BECCHETTI
15 maggio- 16 giugno – PIAZZA + AMADUZZI + GARGHETTI
18 giugno- 24 luglio – DI LORENZO + RAFFINI + PARECH
L’edizione 2022 del Brescia Photo Festival, curata da Renato Corsini, promossa dal Comune di Brescia, dalla Fondazione Brescia Musei e dal MaCof – Centro della fotografia italiana, in programma per aprile del prossimo anno, ruoterà attorno al tema “Le forme del ritratto”, una sorta di viaggio internazionale tra le molteplici declinazioni che questo argomento ha assunto nella storia della fotografia mondiale. Come da tradizione, molti saranno i siti coinvolti dal Brescia Photo Festival, a partire dal Museo di Santa Giulia, al Mo.Ca e negli altri luoghi sia della città che della provincia, nei quali si tornerà anche a svolgere, nella prospettiva del termine della emergenza pandemica, eventi collaterali come laboratori, incontri con autori e progetti speciali.
Brescia Photo Festival 2022 omaggerà Edward Weston (1886-1958), uno dei maestri della fotografia del Novecento, con una grande mostra dal titolo The Weston Photographers, che riunirà, per la prima volta, le opere di Edward Weston, dei suoi due figli Brett e Cole, e della nipote Cara. L’esposizione, curata da Filippo Maggia, co-prodotta con Skira, realizzata direttamente con la famiglia Weston, presenterà oltre 80 opere dei quattro fotografi, di cui 40 del solo Edward Weston.
Saranno proposti tutti i suoi maggiori capolavori: dai ritratti plastici, inclusi quelli di Tina Modotti, Diego Rivera e Guadalupe de Rivera, ai celebri nudi femminili che molto scalpore suscitarono allora; dalle dune di sabbia agli oggetti comuni trasformati in sculture, come “Excusado”, un water ritratto in primissimo piano, sino ai celebri ortaggi: peperoni, carciofi, cavoli. Immagini che hanno segnato la storia della fotografia del secolo scorso, traghettandola dalla rappresentazione della realtà in chiave pittorialista verso un’innovativa interpretazione modernista e surrealista, che fa di lui uno dei maestri assoluti della fotografia mondiale.
Sulla scia del capostipite, Brett Weston amplia la sua ricerca al paesaggio, disegnando forme geometriche e astratte grazie a un sapiente utilizzo della luce e a una stampa raffinatissima. Cole Weston segue invece una strada differente, privilegiando il colore che a partire dagli anni settanta andava affermandosi e, pur riferendosi sempre alla natura quale campo d’indagine, concentra il suo sguardo sul dettaglio e sulla materia, regalando inaspettate forme primitive. Infine, quasi fosse una sintesi di tutte queste esperienze, Cara Weston aggiorna i vari campi d’interesse cari ai Weston lavorando con pari intensità sul paesaggio -specificandone alcune declinazioni quali cieli e mari -, architettura, dettagli che divengono forme astratte, natura nelle sue molteplici rappresentazioni, dalle piante agli animali, sino alle persone.
Oltre ai Weston, il Brescia Photo Festival ricorderà autori quali Maurizio Frullani, con un focus sui ritratti al femminile nella “sua” Eritrea, realizzati tra il 1993 e il 2000 nella Massaua piagata dalla guerra, entrando nelle case, nei cortili, nei laboratori, nei quali la magia del medium fotografico si fonda con l’umanità dell’artista, o Mario Dondero, con una serie dei suoi “ritratti dell’intelligenza”, Fabrizio Garghetti, che dalla metà degli anni ‘60 ha documentato le avanguardie artistiche italiane, Santi Visalli con il lavoro sulle star del cinema, della società e del costume del Novecento, o del fotografo indiano N.V. Parekh con i suoi reportage da Mombasa. Non mancherà una mostra tematica sulla storia del ritratto dal dagherrotipo al selfie.
Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini al Macof sarà allestita la mostra Pier Paolo che già nel titolo identifica una visione intimista del grande intellettuale. Il rapporto con la madre, la passione per il calcio e le amicizie sono i temi che l’esposizione si prefigge di evidenziare con una serie di fotografie (alcune inedite) scattate da importanti autori italiani.