Paola Zecca Metzen
L’artista Paola Zecca Metzen porta la sua evoluzione artistica e pittorica all’interno delle Sale Amorini di Palazzo Martinengo Colleoni.
L’artista Paola Zecca Metzen porta la sua evoluzione artistica e pittorica all’interno delle Sale Amorini di Palazzo Martinengo Colleoni.
Laboratori di espressione corporea, videomaking, fotografia, social media marketing e grafica, tenuti da professionisti del settore, compongono la proposta formativa, che da ottobre 2022 ad aprile 2023 ha visto impegnati i giovani partecipanti per sei mesi, permettendo loro di scoprire e vivere in modo totalmente insolito gli storici spazi di Villa Badia a Leno e Palazzo Maggi a Corzano.
Nelle antiche dimore sono stati realizzati i video e gli scatti fotografici che comporranno parte della mostra performativa finale e di cui gli studenti saranno protagonisti e creatori, una commistione di arti digitali e corporee ispirate al Teatro danza. Il risultato raggiunto è anche il frutto di un lavoro introspettivo svolto con il contributo di una psicologa.
Ci sono dei momenti, nella descrizione di un avvenimento, nei quali le parole non bastano. Per quanto esse siano o possano essere adeguate e puntuali, sono le immagini, in particolare le fotografie, a testimoniare e raccontare l’evento. Accade quando la fragilità della natura si manifesta in tutta la sua drammaticità, quando terremoti, alluvioni, mareggiate e fenomeni estremi, uniti all’imperizia dell’uomo, diventano tragedia e ci colpiscono profondamente. L’iconografia del disastro passa attraverso il lavoro dei fotografi, di quei professionisti che per primi si presentano sui luoghi delle sciagure e ne sanno documentare la drammaticità. Con tutti i pericoli che ne conseguono: la loro incolumità ma anche quella dei fruitori delle loro immagini. La capacità di un racconto e di una informazione prive di sciacallaggio umano e di speculazione sulla rappresentazione del dolore, è fondamentale per un corretto riscontro delle calamità: per questo si parla di professionisti.
La mostra Natura fragile ne vuole essere testimonianza attraverso più di 100 fotografie degli autori più importanti della cronaca e del reportage italiani.
Sulla costa orientale della Cina il futuro è già passato e il passato sembra non interessare più a nessuno.
Le persone, e specialmente i giovani, stanno vivendo una realtà molto contraddittoria dove economia in pieno sviluppo, consumismo e tecnologia avanzatissima si scontrano con la presenza incombente di un “Grande Fratello” che tutto vede e registra.
Il mio era, nelle intenzioni, un tentativo di capire e penetrare un modo di essere tanto diverso dal nostro. Ma la comunicazione in quel mondo ha codici diversi. Infatti l’ Occidente è abituato ad urlare opinioni e giudizi, certamente in maniera a volte perversa e distruttiva, ma che comunque riflette una ricerca di libertà e verità. In Cina, invece, il silenzio è assordante. Il pensiero, se è chiamato ad esprimere una presa di posizione su temi sensibili, non si svela. Un “non detto” che sembra essere il risultato di un’ingenua e disarmante impotenza.
La vita nella società frettolosa e distratta delle megalopoli va solo vissuta e consumata, non pensata.
E allora non ho fatto domande, né aspettato risposte. Queste fotografie nascono da incontri casuali in strada, nei bar, in metropolitana e nei centri commerciali di Nanchino, Shanghai e Xiamen. Ma anche nelle vicine montagne dello Huangshan dove, durante i giorni di festa, le persone si riversano a frotte come formiche per ritrovare, forse, nella natura e nel territorio le loro radici, profonde e tortuose come la loro storia.
Cosa si nasconde dietro quegli sguardi spesso reticenti e delicati, come i sentimenti degli orientali, conosciuti per essere per lo più segreti, non posso saperlo, ma spesso è stato possibile creare, anche se in maniera fugace, empatia e condivisione di qualcosa di intimo, mai banale.
Mi accontento. E mi piace pensare di aver cercato, con leggerezza e rispetto, quella sottile linea tra la realtà e la fluttuante percezione che abbiamo di essa. Proprio come in un “Chinese Whisper” (il gioco del telefono senza fili per il mondo anglofono), un sussurro detto piano piano all’orecchio, sentito e poi riportato. Sicuramente vago e imperfetto, ma reale.
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Martedì 28 marzo, dalle 16 alle 18
Evento gratuito, consigliato a giovani dai 18 ai 30 anni.
In occasione del centenario della nascita di Italo Calvino, Pietro Forti e Liber Vittorio Venturini (gli artisti invitati da Caminòm Project ad esporre) realizzano opere ispirate dalle voci sparse trovate nelle pagine dello scrittore e ad egli dedicate. Possiamo conoscere così, grazie al gesto creativo dei due artisti, nuove città fino ad ora sconosciute: le Città di Carta (Natalie Zangari – curatrice)
Brescianova è l’appuntamento pensato dalla partecipata rete di associazioni e cooperative bresciane utile a restituire il giusto valore al grande apporto sociale e culturale che le migrazioni hanno portato alla città di Brescia e alla sua provincia.
Fra le mura dello splendido palazzo MO.CA – centro per le nuove culture, parleremo di arte, lavoro e migrazioni con ospiti illustrissimi.
Ma.Co.f — Centro della Fotografia Italiana è un luogo di conoscenza, riflessione, ricerca sulla fotografia italiana, sulla sua storia e i suoi protagonisti, sulla sua identità. Uno spazio aperto alla discussione sul linguaggio visivo, sulle tendenze che caratterizzano oggi la fotografia italiana e sulle sue prospettive future.
Ma.Co.f — Centro della Fotografia Italiana è un luogo di conoscenza, riflessione, ricerca sulla fotografia italiana, sulla sua storia e i suoi protagonisti, sulla sua identità. Uno spazio aperto alla discussione sul linguaggio visivo, sulle tendenze che caratterizzano oggi la fotografia italiana e sulle sue prospettive future.
Oltremare
Matteo Murari chitarra
Per i partecipanti al concerto sarà anche un’occasione speciale per visitare l’appartamento nobile grazie ai volontari per il patrimonio culturale del Touring Club Italiano